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Posts Tagged ‘vocazione’

L’alfabeto dell’educatore

A = appuntamenti. É Dio che li fissa con i ragazzi, noi siamo i suoi segretari. Li incontrerà quando Lui deciderà, a noi creare il luogo ed il clima ove questo avviene.
B = bravo. Stai attento a non accreditare te stesso screditando gli altri. Non è dal numero di complimenti che ricevi che ti valuto ma da quelli che ricevono i tuoi ragazzi e coloro che collaborano con te.
C = chiamata. Se il Signore ti ha chiamato ad educare è segno che non ti manca nulla per poterlo fare in chi sei od in chi puoi diventare. Farai bene e ti farà bene.
D = domande. Stimola ad avere le domande fondamentali della vita più che avere sempre delle risposte in tasca .
E = e. É la vocale dell’educatore. E ossia con, insieme.
F = fede. Il Signore ti chiede d’essere credibile prima di dichiararti credente. Cercando te i giovani cercano Cristo, se tu li deludi saranno delusi di Lui!
G = gelosia. La gelosia è la sorella dell’amore, come il diavolo quello degli angeli. Vuoi sapere se il tuo amore è bello e degno? Guarda se ti solleva al di sopra di te stesso.
I = insidia. Una delle tante insidie dell’infanzia è che non è necessario capire per soffrire. Rispetta ed ama chi ti è affidato anche e soprattutto quando pensi che lui non capisca che il tuo sguardo ed il tuo cuore sono rivolti altrove.
L = loro. I ragazzi ti guardano. Si è buoni educatori quando i ragazzi non vedono l’ora di essere come te per trasmettere ad altri quanto hanno ricevuto.
M = mute. Sono le domande che i ragazzi più difficili fanno senza parlare. Chiediti sempre quali domande mute ci sono dietro quelle urlate.
N = no. Nessuno è arrivato, si diventa. L’educatore è un ragazzo non rassegnato, un perenne “analfabeta” che non si stanca di cercare ed imparare.
O = orizzonte. Dilata quelli ristretti, rendi reali quelli immaginari, sostieni quelli che dicono “non ce la faccio”, insegna il valore di ogni atto e decisione, soprattutto quelli che sono per sempre.
P = parte. Ne esiste soltanto una: quella di Dio. Sii sempre dalla sua e di capire sempre da che parte sta prima di schierarti.
Q = qui. Esserci è la base di tutto: quando non se ne ha voglia, quando non si è capaci, quando ci si sente inadeguati. Ci saranno così anche loro proprio in queste situazione in cui avranno più bisogno di te!

R = recinto. Le persone muoiono se vengono recintate nei loro difetti, errori e fallimenti ed è un modo vile per difendersi da loro e non sporcarsi le mani.
S= stile. Non deve venire da altri contesti – scuola, caserma, spogliatoio – ma dal vangelo. I ragazzi ed i bambini ci sono affidati perché sul campanile c’è una croce, che i genitori lo abbiano chiaro in mente oppure no.
T = tutto. Non scegliere, dona tutto, trasmetti tutto anche ciò che non capisci ma che la Chiesa ti ha affidato da donare.
U = unità. Se uno ha in mente l’unità non si presenta all’altro come dominatore, ma come uno che è disposto a cedere, perché se non si cede è impossibile l’unità. Per amare bisogna essere uno nel molteplice. Dio può volere delle separazioni ma non vuole mai delle divisioni.
V = vocazione. É il Signore che ha chiamato questi ragazzi e questi bambini e quindi essi non ti appartengono, non sono tuoi: devi desiderare e cercare solo il loro bene.
Z = zitto/a. Attento/a a non pronunciare parole vuote a cui, per orgoglio, comincerai a credere anche tu sino a farle credere anche agli altri come vere.
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Ti mando alcune riflessioni scritte da alcune adolescenti al termine di una gita in montagna. La prima gita a contatto con la natura. Um grupo di giovani che abitano in una favela alla perfieria di Fortaleza. Ragazze con situazioni di vita difficili. Ecco che cosa ci dicono (la traduzione é mia!) Queste parole semplici sono una testimonianza bella sulla natura e anche sull’importanza delle piccole cose.
Un caro abbraccio Gabriella

Tayla Maia (15 anni): In un momento di distrazione, una brisa sottile sul mio volto mi facevano transbordare di allegria, mi facevano entrare in contatto con la vita e tutto quello che ci offre, le cose buone e le brutte, com’é bello sentirsi calma allegra, felice, conservando sempre un poco de tutte e tutte, armonia e unione che possiamo avere gli uni per gli altri in ogni momento, sentimento e affetto per tutto e per tutti.
(Testo originale Em um distraído instante, uma leve brisa toca meu rosto me fazendo transbordar de alegria, me fazendo entrar em contato com a vida e tudo que ela nos oferece, tanto as coisas boas como as coisas ruins, como é bom nós sentarmos calma alegre, feliz, guardando sempre um pouco de tudo e toda, harmonia e união e que podemos ter um pelos outros em cada tempo, momento, sentimento e carinho por tudo e pro todos.)

Gerlandia (13 anni) Tema: rispetto. Chi non sa rispettare i suoi simili non sa rispettare se stesso
(Testo originale Tema=respeito  Quem não sabe respeitar os seus semelhantes não sabe ter respeito por si mesmo)

Débora Geicy 11 anos. Io ho vissuto questi sentimenti: pace-amore-allegria-possione, allegria per la natura!!!!
(Testo originale Eu esperimentei estes sentimentos: Paz-amor-alegria paixão-alegria-pela = Natureza!!!)

Ceciliane (12 anni) Nella gita ero piú felice e anche di aver sfidato la paura. Mi é piaciuto troppo sentirmi cosí felice. Ho realizzato il mio sogno di vivere per un giorno nella natura, di vedere questo bel paesaggio e di vedere le case del treno.
(Testo originale No passeio me senti mais alegre e também de desafiar o medo, eu também gostei de mais me senti muito alegre. Realizei meu sonho de viver na natureza por um dia, de ver esta linda paisagem e de ver as casas do trem.

Vania (14 anni): Sogna, vivi, corri, ama, senti, mangia, sorridi, parla, prendi nota, crea.
Tutto questo fa parte di un nuovo mondo, anche quanto tutto é uguale.
Ho vissuto da vicino l’armonia che la natura puó offrire, la bellezza.
(Testo originale Sonha, viver, correr, amar, sentir, comer, sorrir, falar, anotar, criar.
Isso faz parte de um novo mundo mesmo que tudo seja igual
Senti de perto a harmonia da natureza que ela tem pra nos oferecer a beleza.)

Larissa (12 anos) La gita é fu un’ottima opportunitá per entrare in contatto con la natura, di conoscermi meglio. Fu anche importante per imparare a essere solidaria con gli altri, a rispettare gli altri e la natura, e anche a superare ostacoli e vedere che per quanto difficili ci sembrino, possiamo farcela. Fu un’esperienza nuova, divertente e arricchente. Mi sono sentita fiduciosa e piú felice.
(Testo originale: O passeio foi uma ótima oportunidade de entrar em contato com a natureza, de conhecer melhor a si mesmo. Foi também importante para aprendermos a ser solidários uns com os outros, a ter respeito pelos outros e pelo meio ambiente, e também a superar desafios e ver que por mais difícil que parece, podemos vencer. Foi uma experiência nova, divertida e enriquecedora. Me senti confiante e mais feliz.)

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come ti chiami? Gabriella
di dove sei? sono nata a Milano, ma da tempo mi sento cittadina del mondo

dove vivi attualmente? a Fortaleza, capitale del Ceará  nel Nordest del Brasile

chi ti ci porta in Brasile e come ci sei arrivata? In Brasile mi ha portata la passione per la vita. Anni fá ancora giovane ero venuta in Brasile per cercare un luogo dove poter vivere un’esperienza di volontariato internazionale con bambini in situazione di strada. Qui una domanda ha cambiato la mia vita: “vuoi essere mia mamma?” Essere mamma di una forma differente, bella idea. Ma come? questa riflessione mi ha messa in crisi e mi ha fatto crescere nella mia relazione con Dio. Essere mamma di bambini che soffrono per me significare donare la mia vita senza riserve: è cosí che sono diventata suora missionaria comboniana.

Tu sei una suora comboniana. Chi e’ Daniele Comboni? chi sono le suore comboniane e come le hai conosciute? Comboni é stato un grande appassionato dell’Africa e degli africani. Ha lottato molto contro la schiavitu. E`vissuto nel 1800 ed é stato un grande missionario e il primo vescovo di Kartum nel Sudan. Noi Suore Missionarie Comboniane continuiamo a mantenere vivo il sogno di Comboni, portando il messaggio trasformatore dell’amore di DIo in Cristo in quelle realtá particolarmente ferite per le tante schiavitú che ancora oggi fanno soffrire molti dei nostri fratelli e sorelle, soprattutto i piú poveri, le donne e i bambini!

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che differenza c’e’ tra i giovani brasiliani e i giovani italiani? Poca. In questo mondo globalizzato molte cose sono simili. Forse la cosa differente tra i giovani della periferia dove vivo é la grande violenza e la mancanza di prospettive future, questo porta molti giovani maschi a cominciare a bere o ad usare droghe molto presto e le giovani donne cercano di dare un senso al loro futuro nelle relazioni sessuali e sempre di piú stanno diventano mamma ancora adolescenti (a volte con 11 o 12 anni!).

in cosa consiste il tuo lavoro nella comunita’ in concreto? Annuncio dell’amore di Dio ai bambini attraverso gesti concreti di solidarietá e d’amore a bambine e adolescenti che vivono situazioni di vulnerabilitá sociale a causa della miseria, violenza sessuale, relazioni famigliari fragilizzate da alcool, droga, prostituzione, mancanza della figura paterna o materna, etc. Concretamente organizziamo attivitá socio-educative e accompagnamento psico-pedagogico.

con tutte le cose da fare quando hai il tempo di pregare? al mattino presto e di sera, la comunitá é un luogo importantissimo, insieme preghiamo e organizziamo momenti di silenzio per poter rimanere fedeli al tempo di preghiera. Altre volte la preghiera si fonde con le attivitá: quante volte mi sono trovata di fronte al volto di Cristo presente nei bambini e bambine del Centro di Cidadania Crescer Juntos, nelle persone che mi fermano per strada. Cosí tolgo i sandali e ascolto la voce di Dio che parla nel mio quotidiano.

Hai mai pensato di aver sbagliato tutto e che, consacrare la tua vita, e’ stato un errore? Ci ho pensato all’inizio, durante i primi anni di formazione, di fronte alle prime difficoltá. Poi ho avuto il dono di fare un’esperienza tanto forte dell’amore di Dio che non riesco a pensare che io possa vivere in un’altra forma che non la consacrazione totale a Lui per il servizio ai miei fratelli e sorelle. Ho sperimentato un Amore che non conosce limiti di tempo e di spazio, un Amore unico che cura, che rende liberi. Sono felice!

Cosa vorresti dire ai nostri lettori, giovani e meno giovani?
Vorrei dire di amare la vita, di non smettere di sognare e che vale ancora la pensa credere che un altro mondo é possibile e urgente. Non perdete il coraggio e la forza di osare. Mettiamoci in rete per sostenerci a vicenda, per resistere alle tante illusioni che una certa cultura dominante vuole farci credere, mettendoci gli uni contro gli altri, i diversi, gli stranieri, i poveri, facendoci credere che la felicitá sia nascosta nel consumo, nell’avere e nel potere.

grazie sr G. per la tua testimonianza….avrei voluto inserire le foto ma alle 23.44 perdo di lucidita’ e non le trovo…


per chi volesse avere un confronto privato con lei puo’ scriverle a: gabo_imc@yahoo.com.br

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