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Posts Tagged ‘meladailabrianza’

Spesso mi è capitato, mi capita di sentir dire che gli omosessuali siano fissati col sesso. Come se gli etero non lo facessero. Come se il sesso fosse per noi ( solo per noi) chiodo fisso.

Qualche giorno fa, andando in un famoso negozio di articoli per lo sport, io e Vera siamo rimaste folgorate da un affarino e ci siamo dette che sarà il nostro prossimo acquisto: una rete per il tennistavolo che non ha bisogno di ganci ( e quindi di un tavolo che posso accoglierli!)! A noi è sembrata una figata, e ci siamo immaginate sfatte dopo un torneo all’ultima pallina, al tavolo della nostra cucina. A parte il televisore, non c’è altro che potremmo rompere (tra l’altro è già rotto di suo).

A volte giochiamo a FORZA 4. A volte ci divertiamo a cantare vecchie canzoni. Vera inventa le parole. Io le so tutte. E se si convincesse a portare la sua chitarra qui a casa, potremmo fare sul serio. Forse il vicinato non ne sarà felice…ma poco importa.

Cosa? Il sesso…ah si, giusto. Siamo una coppia  normalissima. Ci ‘becchiamo’ come tutte le coppie. Ci ‘scorniamo’ come tutte le coppie. E’ innegabile che ci sia la fisicità. Ovvio, altrimenti saremmo amiche. ( Io adoro l’odore della sua pelle…mi manda fuori di testa…)

Chi pensa solo e morbosamente  a cosa facciamo nell’intimità della nostra casa, credo, abbia qualche problema. Problemi con se stessi, con ciò che si è, con le proprie voglie e i propri desideri.

E mentre qualcuno si ostina a sbirciare dal buco della serratura delle nostre camere da letto, noi veniamo sempre più fuori e scriviamo piccoli pezzetti di storia.

A scrivere pezzetti di storia siamo io e Vera che, nel quotidiano, cerchiamo di far capire ai nostri amici che non siamo poi così strane. Ci sono Alessandra Brogno e Francesca Vecchioni che, grazie alla loro visibilità, entrano nelle case della gente con discrezione ma con fermezza.  Ci sono Francesca e Maria Silvia che, oltre ad aver avuto il coraggio di fare quattro figli, hanno fondato una casa editrice LO STAMPATELLO per bambini e trattano con loro e per loro, anche argomenti che le altre case editrici hanno paura di trattare. E poi ci sono ancora Ingrid e Lorenza, con il loro progetto LEI DISSE SI, e ancora MELADAILABRIANZA, DIARIO DI UNA LESBICA ( pagina fb)…e ancora la famiglia La Delfa Hoedts, Le cose cambiano

Lsb web serie, re(l)azioni a catena.

Potrei continuare all’infinito. Chi pensa di tenerci chiusi in camera da letto ha proprio sbagliato. Noi siamo fuori!

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Non so’ come sia successo, ma un giorno mi sono ritrovata sulla pagina fb di Viviana Bruno Meladailabrianza (che sarà mia ospite in questo spazio a breve)

E dopo averle richiesto ‘l’amicizia’ mi sono imbattuta in un contest organizzato da loro, da questo movimento di cuori liberi appunto della Brianza.

Il contest chiedeva di ‘metterci la faccia’. Io non l’avevo mai fatto. Ma dentro di me una spinta. Ho deciso di partecipare senza neanche confrontarmi con Vera.

Ci metto la faccia perchè…per due giorni mi sono chiesta cosa scrivere nel mio bel foglio A4. Mi sono chiesta quale fosse la mia motivazione vera.

 

 

Dopo aver pubblicato sulla pagina dell’evento questa foto, ho scritto questa lettera ai miei genitori.

Sono sempre stata una frana con i sentimenti, lo sapete. Sembro un orso, non amo il contatto fisico, e non son capace a parlare dei miei sentimenti, soprattutto con voi.

So parlare davanti a duemila persone, parlo davanti alle telecamere e i giornalisti hanno fatto a gara per intervistarmi. Ma non so parlare con voi. Siete, come dice Venditti ‘ una montagna troppo alta da scalare’ e non so neanche il perchè.

Oggi ho bisogno di parlarvi, di scrivervi. Più volte ho provato a toccare l’argomento, ma ogni volta mi viene il groppo in gola. Eppure è di cose belle che voglio parlarvi!

L’ho sempre saputo. Ho sempre saputo di esser diversa da voi. Ho sempre saputo di esser lontana anni luce da M. o da te mamma, o da C.

Ho vissuto tanti anni nel dolore. Ero diversa dalle persone che più amo. Ma diversa perchè? Diversa in cosa?

Ero diversa. Punto.

Poi ho capito e non è stato facile per me dirmelo. Forse è stato più difficile dirlo a me stessa che oggi a voi.

Pensavo che essere omosessuali significasse esser cattive persone, che si comportano male con se stesse e con gli altri. Ho dovuto lottare contro il pregiudizio che c’era in me.

Io sono omosessuale e lo sono sempre stata. Non ci sono spiegazioni, motivazioni, colpe. Sono così.

E lo so che lo sapete. Non siete mica stupidi. Anche voi avete sempre saputo che sono diversa dalle mie sorelle. E sapete bene che tra me e Vera non c’è semplice amicizia.

Tecnicamente non servono spiegazioni. In fondo le mie sorelle non vi hanno mai comunicato la loro eterosessualità. Era così e basta.

Io però sento il bisogno di dirvelo perchè non ce la faccio più a sentirmi scissa, tagliata in due. A volte mi sento schizofrenica, con una doppia vita: da un lato la giovane un poco sfigata che non ha il fidanzato e che nessuno si fila, dall’altro lato la giovane seria e innamorata che sta cercando, con le unghie e con i denti, di costruirsi una vita con la persona che ama.

È durissima questa vita, perchè oltre a quello che vivono tutte le persone (lavoro, salute ecc) devo vivere col terrore che voi possiate amarmi di meno perchè non sono etero.

Questa è la cosa che più mi fa soffrire. Io invece vi vorrei fieri di me, non solo perchè mi sono laureata, non solo perchè convivo con la mia malattia e cerco di farlo al meglio, non solo perchè lavoro e mi do da fare come posso per sbarcare il lunario, non solo perchè sono brava con un microfono in mano: vorrei foste fieri di me perchè sono una donna retta, che sta in piedi da sola e che sta cercando di costruirsi una vita serena e sana in un mondo tanto duro.

Non desidero null’altro da voi se non essere accettata per come sono: lesbica e scassascatole.

Ecco…questo è che quello che vi scriverò…quando lo farò….entro dicembre 2014

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