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Posts Tagged ‘lgbt’

Aveva 26 anni e due occhi blu. Era un frocetto di paese, sempre preso di mira in modo sottile, cattivo. Lui era un buono, subiva in silenzio.

L’altro ieri, con una lucidità disarmante,   è andato all’emporio a comprare 3 metri di corda e si  è suicidato.

Tanti si chiedono perchè un gesto così ‘forte’. La risposta è andata via con lui. Di certo era stanco ed era tanto solo e nascondeva dietro al suo sorriso, un sorriso che non l’abbandonava mai, il suo dolore.

E’ partito, lasciandoci sgomenti. Avrei potuto far qualcosa io? Forse si. O forse no. Ultimamente non ci frequentavamo più, si sa com’è, le cose della vita ci portano a percorrere strade diverse.

Quando mi hanno telefonato per darmi la notizia sono corsa subito a casa sua. Mi sono seduta sul muretto e ho fumato. Non fumavo da 3 anni e mezzo, però ci stava. Avrei voluto dargli tanti di quei pugni in faccia!!

Ho preso invece il cellulare e ho scritto un messaggio su WhatApp a mia madre:

“Suicidarsi a 26 anni perch non reggi il peso della cattiveria della gente che sa solo giudicare. Perchè ancora nel 2014 essere omosessuale è considerato una perversione, una malattia…perchè lo stato non tutela le minoranze, perchè tutto questo per un ragazzo fragile è troppo. Per esser se stessi ci vuole coraggio. M. non ne ha avuto. Io sono coraggiosa invece, fiera di me, di ciò che sono e di ciò che costruisco ogni giorno. Io voglio essere felice. Io sarò felice anche per lui. Pazienza per chi non capisce, per chi storce il naso, per chi addita. Io sono Io. E fanculo se a qualcuno non piaccio. Io sono io, in tutto quello che sono. E non importa chi amo, come mi pettino e cosa mangio. Io sono io. Ti voglio bene. Non lo dico mai, anche in questo sono io: non so dirlo, non so dimostrarlo.”

Era doveroso farlo. Non voglio nascondermi. Che nessuno debba sentirsi solo. Che nessuno possa pensare di esser sbagliato. Conoscendo mia madre mi aspettavo musi lunghi e lunghi silenzi. Non c’ stato nulla di tutto questo. Non un sms, non una parola. E’ solo un po’ più sorridente e gentile (con me) del solito. Mi viene il dubbio che non abbia capito, anche se il messaggio mi pare non dia adito a fraintendimenti.

Ho inviato poi un twitt a Matteo Renzi comunicandogli che M. si  è suicidato e ringraziandolo per quello che non fa per la comunità LGBTQ. Viviamo in un Paese strano. I diritti civili sono una priorità della nostra Italia. E’ necessario darsi una mossa e lavorare perchè si spazzi via il pregiudizio.

E io voglio fare la mia parte. Ci vediamo fuori.

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E’ appena arrivato il libro LE COSE CAMBIANO acquistato su amazon.it

Sono emozionata. Ho voluto acquistarlo per contribuire ad un progetto importante. E’ un contributo che vuole esprimere gratitudine a chi ha lottato perchè noi ‘giovani’ omosessuali potessimo avere una vita meno difficile della loro.

E’ un contributo che vuole sostenere le nuove generazioni, perchè nessun adolescente abbia da sentirsi triste, solo e sbagliato, come mi sono sentita io a sedici anni.

Tocco il libro, ne annuso il contenuto ma non lo sfoglio. Devo impastare la pizza, a breve arriverà la mia fidanzata. Fare casa è anche questo.

Finalmente, mentre attendo che arrivi, lo apro. Ma non lo sfoglio, non lo leggo d’un fiato. Faccio scorrere il mio dito sull’indice e mi fermo su: Il cambiamento è contagioso di Francesca Vecchioni.

Inizio la mia lettura da Francesca. Inizio a leggere e mi commuovo. Lo sapevo che sarebbe andata così. Le cose cambiano, è vero, ma ne sperimento il dolore. Ogni coming out, anche se si risolve spesso con un ‘ guarda che l’ho sempre saputo’ è sempre travagliato. Ricordo quando, in chat, su skype, lo dissi a Maria Novella, o quando ne parlai, sempre su skype, con Giovanna che si trovava in Tunisa per lavoro. Mi si stringeva il cuore e avevo il terrore di un rifiuto.

Oggi lo sanno tanti amici e posso dirlo tranquillamente, non ho perso nessuno per strada. Con qualcuno c’è stato qualche problema iniziale, ma poi la mia vita, la nostra vita ha parlato. Oggi, quelle stesse persone, mi dicono: ‘ Hai frantumato le mie barriere, il mio pregiudizio. Ne avevo paura perchè non conoscevo’.

Mio fratello e una sorella sanno, ne abbiamo parlato. Con la mia sorella maggiore non ne abbiamo mai parlato ma sa e vuole bene alla mia principessa.

Alcuni zii e cugine sanno e anche loro adorano la mia Vera. I miei genitori? Non ho mai trovato il coraggio di parlarne. Mi si stringe il cuore, mi si riempiono gli occhi e la gola di lacrime e non riesco. Però conoscono Vera, sono quasi tre anni che trascorriamo due fine settimana al mese insieme, le ferie, le feste comandate. Tutte le scelte importanti le faccio con Vera e loro lo sanno. Anche i mobili per la casa li scelgo con lei. Loro la stimano, le vogliono bene. E’ tutto tacito, ma sanno. Sanno bene che ‘dormiamo’ nello stesso letto e sanno che ogni anno io e Vera partecipiamo al pride regionale. Non troviamo il coraggio di toccare l’argomento ma credo che se fossero contrari…lo noterei!

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Le cose cambiano, spesso troppo lentamente, ma cambiano. Non dobbiamo mollare, anzi, dobbiamo ricordarci che siamo noi gli artefici della nostra felicità. Le cose cambiano e cambieranno ancora…e tanto. Ne sono certa.

 

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Il mio lungo silenzio porta con se tanto dolore e smarrimento. Un buco nero di cui però non voglio parlare. Voglio solo condividere con voi il Palermo Pride 2013. Pride Nazionale. Circa 150 mila persone.

E’ stata un’emozione fortissima. Io e Vera, assieme a tutta quella gente che come noi crede fermamente che un futuro migliore non solo sia possibile, ma è già attuabile. I tempi sono più che maturi.

Più e più volte mi sono commossa. Non sono sola. Non siamo soli! E’ stata una splendida festa…tutti diversi e tutti uguali!

In questa occasione ho potuto appurare che… Barbara Vecchietti e Daniela Bellisario sono davvero due bellissime donne… più di quanto sembra in video o in foto…e viene voglia di food on the road 

Che Giuseppina La Delfa ha due splendidi bambini e una compagna bellissima (Raphaelle ha un fascino che non si descrive a parole). E il mio desiderio di adottare un bambino cresce e si alimenta nel mio cuore.

Che lo staff dell’evento è stato straordinario. Tutta la mia stima!

Che la gente ha voglia di libertà piena, di gioia…

Che l’Italia è pronta al grande salto…

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Da qualche giorno mi frullano per la testa parole. Un mix di parole cariche, profonde, anche un po’ arrabbiate. O forse amareggiate.

Non molti giorni fa una mia amica, una persona a cui voglio tanto bene, mi ha detto: ‘ e non dirmi, come fanno tanti, che quando c’è l’amore il sesso non conta!’ (facendo riferimento agli omosessuali, facendomi intendere che gli omosessuali pensano solo al sesso). Questa cosa, detta da lei, un po’ mi ha ferita.

A questa amica vorrei rispondere così:

Io e Vera abbiamo fatto 8 giorni di vacanza insieme. Abbiamo un concetto diverso di vacanza: per me significa ozio, per lei invece avere più tempo per fare le cose. Quindi io dormo quasi ininterrottamente e lei fa miliardi di cose.

Quest’anno ha cucinato sempre lei perchè, ha detto,  voleva che io riposassi. (saggia decisione). Io mi alzavo alle 10 e poi alle 14 massimo ero di nuovo abbioccata sul letto col ventilatore acceso. Quando mi svegliavo intorno alle 16.30 la trovavo li sul letto a leggere…e a guardarmi dormire. Dice che le piace molto vedermi sfatta sul letto, le faccio tenerezza. *_*

Intorno alle 17 si andava al mare…e si leggeva a voce alternata un libro fino al calar del sole. Ho trascorso tantissimo tempo a guardarla…mentre leggeva…bella…perfetta… ( per me, ovvio).

Abbiamo riso…fino quasi a far la pipì addosso… soffro il solletico e lei, spietata, lo sa. Mi piace stare sul letto, tra le sue braccia, mentre mi accarezza i capelli. E’ divino.

Cosa?? Il che? Ah il sesso…giusto… Il sesso è bello, ma ci sono gesti, respiri e profumi che sono più inebrianti del sesso. E questo è quello che vorrei spiegare alla mia amica. Il sesso è …non so…quel far l’amore strette strette è bellissimo, ma anche guardarla mentre fa le capriole in acqua con la maschera nuova che le ho regalato è bellissimo tanto quanto.

Ma adesso cambiamo discorso e parliamo di … si, oggi voglio parlare di VITA ARMONIOSA.

Giusto l’altro giorno dicevo a Vera che questa vita che noi conduciamo non è vita. Lavorare 14 ore al giorno, sempre di corsa, sempre stanchi e soprattutto sempre stressati! Non possiamo vivere in funzione della domenica o delle ferie. Un lunedì mattina mi sono detta: ‘cavoli è lunedì, non vedo l’ora che arrivi sabato’. Dopo averlo pensato mi sono sentita morire. Sono entrata anche io nel vortice ma voglio uscirne.

Con Vera si discuteva appunto dell’organizzare il lavoro in modo da fare dei giorni full time e altri part time e di poter dedicare del tempo serio e costante all’autoproduzione…che è allo stesso tempo utile e terapeutico 🙂

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Ieri per caso, cazzeggiando su youtube ho scoperto che c’era (sottotitolata ovviamente), la seconda stagione di LIP SERVICE, telefilm pieno zeppo di lesbiche. Non vi dirò nulla su questa seconda serie per non rovinarvi la visione semmai voleste vederlo, però voglio dirvi cosa penso:

Io sono fiera di essere me stessa. Fiera di essere una persona semplice e profondamente innamorata. Chi di voi ha avuto modo di conoscermi, anche se solo virtualmente, sa di cosa parlo.

Cosa c’entra Lip Service con me? Beh, anche se surreale come telefilm mi fa sognare un mondo diverso, dove possiamo vivere la nostra identità senza schemi, senza paure, senza copioni da recitare…

Sono felice di ciò che sono: sto costruendo una vita semplice, fatta di cose semplici, con la donna che amo ogni giorno di più….

 

Buona notte….

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In questi giorni, non so perchè, mi torna in mente il passato. Un passato ormai passato, ma che mi fa sempre ‘tremare’, mi mette a volte angoscia.

Da bambina guardavo le mie compagnette e mi sentivo diversa da loro. Proprio non le capivo. Erano ‘strane’. Crescendo, guardavo le mie compagne di scuola e…anche loro strane. Mi sembravano ‘banali’. Le mie amiche avevano il fidanzato, a me piaceva giocare a pallone, ma in qualche modo cercavo di adeguarmie mi facevo piacere ora tizio ora caio per non sentirmi troppo diversa.

La sera, quando andavo a dormire, sognavo di baciare però questa o quella ragazza. Erano sogni, desideri, sensazioni che mi facevano stare bene. Mi rilassavano e dormivo serena.   Avevo qualche fidanzatino, ma per me era più angoscia che altro. Ogni approccio fisico mi lasciava sempre insoddisfatta. Concedermi ad un uomo mi faceva sentire violentata. Quindi evitavo.

Quando all’università conobbi P. la mia vita cambio. Non pensai neanche per un attimo di cucirmi addosso un’etichetta. Non pensavo: sono lesbica. Io mi ero innamorata, per la prima volta. Per la prima volta mi sentivo felice. FELICE. Era amore, e a me questo bastava.

Ne parlavo con le altre colleghe/amiche con semplicità, perchè semplice era quello che provavo. Fin quando… la mia guida spirituale mi disse che era peccato. Ecco cos’ha sporcato la bellezza di ciò che vivevo. Lasciai P. credendo davvero che fosse la cosa giusta. In realtà adesso P. è sposata…quindi forse è stata comunque la cosa giusta.

Misi da parte l’AMORE, e cercai di omologarmi, di standardizzare i sentimenti. Col tempo il ricordo di un amore travolgente lasciò posto solo all’idea di un amore noioso e non appagante per gli uomini.

Quando vidi M. per la prima volta ne rimasi colpita. Una ragazza bellissima. Ma non si poteva. Non si doveva. Ma era una calamita…

Tre anni di sensi di colpa. Di dolore. Poi la storia finì e comunque fu un bene.

Poi arrivò N. e grazie a lei…oggi sono ciò che sono. Da un lato mi dicevo che non potevo, non volevo. Ma dall’altro lato ero già perdutamente innamorata.

Ed eccomi oggi con Vera. Oggi sono una donna libera ( o quasi). Ma quanto dolore!! Quanti anni di lacrime. Ho combattuto con me stessa per circa 15 anni. Ma non ci si può nascondere dietro ad un dito. Non puoi rinnegare ciò che sei, ed essere una persona equilibrata e felice.

Vorrei che nessuno vivesse quello che ho vissuto io. Per questo scrivo e scrivo ancora.

Scrivo per te che ti sei imbattut* impaurit* in questo blog, cercando come un ladro la parola gay, lesbica, transessuale, bisessuale.

Non sei sol*.

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Eccomi qua. Perdonate l’assenza, ma la vita mi è diventata frenetica e mi assorbe tantissimo tempo.

Ho tante cose da raccontarvi e non so da dove cominicare. Comincio con Noemi…ed Annalisa. Sarò frivola…ma le rosse sono davvero belle!!!

Ok, torno seria.

Ho piantato sul mio balcone del basilico, dei fiori e del rosmarino. Però a volte mi dimentico di mettere l’acqua. Ora arriva l’estate e se non sto attenta trovo tutto stecchito! Eppure Vera è entusiasta…e mi dice:’ pianteremo altri fiori!’. Ecco spero che se ne occupi lei. -_-

Vera..la mia dolcissima Vera. Io sono sempre più innamorata. Ogni giorno questo amore cresce…ed è una cosa meravigliosa!!!!

La amo…sento dentro che la mia anima vibra…sento il desiderio di sentire l’odore della sua pelle, di perdermi nei suoi occhi. La mattina quando mi sveglio…la sera quando mi addormento…la vorrei accanto a me. La sua presenza mi da pace. La nostra vita non è rose e fiori…abbiamo tanti problemi, viviamo la precarietà come la vivono tutti…ma siamo certe che insieme saremo felici.

Ma andiamo oltre…vorrei parlarvi di D.

Io e D. eravamo amiche, di quelle che si scambiano ‘la pelle, le anime, le ossa’. Poi ad un certo punto, io ho mollato lei, il gruppo, altri amici. Avevo bisogno di trovare me stessa. Avevo bisogno di affrontare la mia affettività. Ogni volta che ci incontravamo per strada, negli ultimi 3/4 anni c’era tanto imbarazzo. Ero sfuggente. Poi l’altro giorno l’ho incontrata sul treno e abbiamo chiacchierato per due ore…

Quel giorno ho capito quanto mi mancava, e quanto fosse importante per me. Allora l’ho contattata e le ho detto che volevo parlarle. Ieri sera ci siamo viste. Mi sono commossa quando le ho detto: ‘ Mi sono resa conto di quanto mi manchi’.

Abbiamo chiacchierato per due ore. Toccando profondità come un tempo. Avevo bisogno di ridonarmi a lei, per quella che sono realmente. E ho trovato lei…con i suoi occhi semplici…quelli di sempre.

Sono tornata a casa davvero felice…

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