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Posts Tagged ‘il mondo visto da quaggiu’

A volte, presi da tanti problemi, ci si scorda dell’essenziale e del perchè si fanno certe cose.

A me è successo. Avevo perso il senso di questo blog e, come sapete, avevo deciso di chiuderlo.

Oggi invece sono di nuovo qui, a distanza di pochi giorni, grazie a Martina, che mi ha aiutata a puntare di nuovo la bussola…e a rispolverare il vero motivo per cui tutto è iniziato e cioè dire: NON SEI SOLA, NON SEI SOLO.

Non so quanto sarò costante…ma non importa…ciò che importa è condividere.

Oggi voglio, vogliamo farvi un regalo… il quinto coming out di vera… una piccola perla…da custodire:

Ciao MG, quanto tempo è passato da quando ti ho chiesto la mail…tanto!

Hai anche avuto il tempo di una gravidanza. Oggi sono qui per dirvi qualcosa che mi riguarda e che penso non sia giusto posticipare ancora.

Con la psicoterapeuta ho sempre pensato che l’avrei fatto, per più di due semplici, ma importanti elementi che sono la base della nostra amicizia:

uno: perchè anche se non vi ho fatto il regalo di nozze (…posso sempre rimediare) mi hai scelta come testimone e le parole per me hanno un significato…ti sei fidata;

due, perchè la fiducia o è reciproca e scambievole o, altrimenti, non serve a molto.

Aggiungerei anche le parole “autenticità” e “ riscoperta dignità”, che se anche citate per ultimo, ora sono fondanti la mia persona.

Ho iniziato il percorso di psicoterapia chiedendo di essere aiutata a vivere una vita autentica, senza dualismi, doppiezze e falsità.

Ho faticato molto a sganciarmi da tutte quelle “categorie” che mi hanno, per buona parte della mia esistenza, rilegato in un angolo. Sono stati anni, ormai quattro, di duro lavoro che però mi hanno ridonato il sorriso perchè finalmente ho smesso di subordinare la dignità della mia persona al consenso degli altri, al consenso sociale.

Questo desiderio di autenticità ha pervaso ogni parte del mio spirito e della mia mente ed è stato un catalizzatore, un propulsore… tanto forte da riuscire a superare la paura paralizzante di accettare quello che non volevo: la mia omosessualità.

Non uso mezze parole, non servono più… bisogna avere il coraggio di vivere la vita a testa alta, per quella che è, per il rispetto che le dobbiamo, e che dobbiamo anche a quanti hanno deciso di mettervi un punto, perchè troppo doloroso vivere in una società che accampa motivi disparati per non vedere in faccia la realtà.

La realtà però, è fatta di vissuto, è fatta di persone, che volentieri farebbero a meno di subire tutto quello che sappiamo se fosse possibile scegliere; ma l’omosessualità non è una scelta; io lo sono sempre stata e da sempre l’ho nascosto a me e agli altri, cercando il senso della mia vita nella sublimazione dell’amore.

Non so che effetto ti stia facendo questa mia schiettezza…purtroppo non posso guardarti mentre leggi, non vedo l’espressione del tuo viso.

Magari tutto ciò ti sta mettendo a disagio, ma anche se mi spiace, non voglio correre rischi di essere equivocata e fraintesa.

Voi siete le quinte persone in ordine cronologico con cui ho fatto coming out: una, dopo averle spedito una lettera ( di cui ha sempre negato la ricezione) e una mail, non mi ha più parlato; con mia madre, che ne è venuta a conoscenza indirettamente, il rapporto è molto teso, e il suo dissenzo-rifiuto è molto evidente; con mia sorella, dopo un primo periodo di ostilità, ci siamo chiarite; con altri due amici non ci sono stati problemi.

Mi fa piacere dirvi anche che adesso amo la vita così com’è, nonostante le sue difficoltà. Quella tristezza che in tanti leggevano nei miei occhi, non mi appartiene più; sono ottimista quanto basta, determinata al punto giusto, con lo sguardo sempre “oltre”, perchè tutto, se lo si vuole, è possibile.

Mi spiace solo che alcuni componenti della mia famiglia ancora non sanno…per me è sempre difficile parlare in questi termini, ma sono sicura che arriverà il momento giusto anche per loro.

Adesso che vi ho detto, anzi, che mi sono presentata per quella che sono, non avvertirò più l’imbarazzo di una telefonata… l’imbarazzo era tutto mio, perchè sapevo che c’era un non detto che ci separava, ma piuttosto che interrompere la relazione (cosa che facilmente avrei fatto tempo addietro) mi sono rimboccata le maniche e accettato di correre il rischio: così ho il 50% che tutto si risolva per il meglio e l’altro 50% che vada tutto in malora, con la consapevolezza però di aver fatto verità con me e con voi. Spero di sentirvi presto e venirvi a trovare per conoscere la nuova arrivata, rivedere M. e scambiarci un abbraccio sincero.

A presto, Vera

ps: se vorrete dirmi qualcosa, vi chiedo di farlo prima tramite mail…sono fortemente imbarazzata.

 

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Una mia compagna di scuola diceva sempre:’ Oggi mia mamma cucina le polpette dei poveri…le polpette di pane’.

Io ho sempre adorato le polpette di pane raffermo, come le faceva mia nonna…mmmm che ricordi!! La mia mamma le ha sempre fatte, mettendoci l’uovo… mentre io oggi ho voluto fare un esperimento che condivido con voi. Prima di tutto però voglio ringraziare Camiria che proprio ieri mi ha invitata a ‘sperimentare’.

Ingredienti:

Pane raffermo

Patate

Patè di pomodori secchi

Aglio in polvere

Sale

Semi di lino

Farina integrale

Origano

Lietivo alimentare in scaglie

Dado vegetale autoprodotto 😀

Zucchero di canna

Aceto

E’ semplicissimo: mettere il pane in acqua perchè si ammolli. Nel frattempo sbollentare le patate in acqua col dado vegetale in modo che si insaporiscano. Schiacciarle con uno schiacciapatate, e unirle al pane ammolatto e già strizzato. Aggingere semi di lino, origano, lievito alimentare, sale, aglio in polvere, sale e patè di pomodori secchi piuttosto asciutto (cercate di scolare l’olio il più possibile).

Formare delle palline, passarle nella farina integrale (ma credo vada bene qualsiasi tipo di farina) e friggerle. Quando saranno tutte fritte, preparate l’agrodolce, mettendo in un pentolino aceto e zucchero (io mi regolo ad occhio). Mettete le polpette in un tegame da mettere al forno e mettete alla base questo composto agrodolce. Mettere quindi in forno per un paio di minuti.

Ecco il risultato

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E’ bellissimo quando Vera mi dice che sono una persona in gamba…la stima non ha nulla a che vedere con l’amore….quando stima e amore poi camminano di pari passo…credo non si possa desiderare di più.

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Mi tocca vero?…Anche io devo scrivere qualcosa sull’anno appena trascorso e su quello che verrà. Ma devo proprio?? Ok, ok…Lo faccio.

Il 2011 è stato un anno interessante sotto tanti aspetti: ho conosciuto Vera, mi sono laureata…E queste due cose insieme hanno iniziato a farmi vedere la vita in modo diverso. In quest’anno appena trascorso ho capito che la vita è un gran casino. Prima vivevo nel mondo delle fiabe. La vita invece è fatta di bollette da pagare, di iva che aumenta. La vita è fatta di scelte. Stare con Vera è una scelta forte…Decidere di voler costruire insieme qualcosa fa tremare le gambe.
Ci sarebbe da farsi venire un attacco di panico se non fosse per … Erbaviola. Già già…Quella tipa col visino da angioletto che quando s’incazza …Signur! te ne puoi scappare.
Cos’ha fatto e cosa fa per non farmi venire attacchi di panico?? Ha scritto ‘scappo dalla città’ e mi ha fatto capire che la vita non è fatta solo di consumi, di denari spesi, ma di tanto altro. Certo è vero che se io risparmio con l’autoproduzione e poi mi aumentano le tasse non è una cosa simpatica…Però io sono ottimista…Io credo che le cose per me andranno bene…Davvero bene.

In quest’anno trascorso ho detto addio a tante persone che credevo fossero amiche. Persone che credevo serie ed equilibrate, con padronanza dei propri pensieri. Persone coerenti e radicali (visto che sbandierano di esserlo). Ho detto loro addio perchè non mi interessa avere attorno ‘gentaglia’.

Per questo nuovo anno che è appena iniziato ho una serie di buoni propositi:
1) non avere aspettative nei confronti di altri che non siano me stessa e, in questo caso, ragionare ‘a step’ e non pretendere miracoli dalla mia testolina.
2) incrementare le mie porzioni di frutta.
3) incrementare l’attività fisica.
4) diventare più ordinata (almeno un pochino)
5) dare un taglio col passato e metter via tutto il superfluo e le cianfrusaglie
6) dedicarmi di più alla lettura
7) imparare a contare fino a 31 prima di aprire bocca.
8) smettere di lamentarmi della stupidità della gente.
9) ringraziare tutte le persone che mi amano, mi stimano e mi sopportano.
10) non rompere sempre le scatole alla mia Vera con domande fisse tipo ‘mi ami?’

sono dieci semplicissimi punti. Posso farcela! 🙂

ma ora andiamo avanti e parliamo di questo fine settimana trattino fine anno assieme a Vera. È arrivata ieri, dopo sei ore di viaggio. Tesoro mio, neanche vivesse chissà dove! Abbiamo trascorso la serata giocando con la kinect assieme ai miei genitori (eheh esatto). Colazione a letto ecc. Come avevo pensato…Solo il bagno caldo non è stato possibile per ragioni di tempo…
Abbiamo trascorso delle ore molto semplici e belle…Semplici e belle come noi!

Di seguito la foto delle mie scaloppine di seitan ai funghi. Perdonate la foto, è proprio orribile, ma non ho saputo fare di meglio.

Prima di salutarvi desidero dire ancora una volta che il cardinale paolo romeo ha perso l’ennesima occasione per stare zitto. È grazie a questa gentaglia che la gente soffre e resta imbrigliata in ragionamenti privi di fondamento scientifico e naturale..

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Si sa, ogni tanto qualche giorno di vacanza ci sta. Quest’anno, con la mia Vera, abbiamo deciso di fare vacanze insieme. Vi dico la verità: ero terrorizzata all’idea di trascorrere una settimana con lei. Avevo mille paure: ‘ e se mi rendo conto che non la amo davvero? E se litighiamo e ci mandiamo a quel paese? E SE LEI SI RENDE CONTO DI NON AMARMI MA DI VOLERMI SOLO BENE?’…Insomma il pre vacanza è stato uno stress, ero sull’orlo di una crisi di nervi.

Siamo comunque partite per questo luogo incantato…un semplice borgo in collina…dove la sera si aveva bisogno di una bella copertina per dormire bene.

Che dire…sono stati giorni di relax, ma devo anche dire che insieme siamo ESTREMAMENTE PERICOLOSE. Abbiamo rischiato di rompere lo sportellino della macchina, quello che si apre per mettere la benzina…visto che non si apriva abbiamo tentato di scassinarlo, scoprendo poi che si apriva agevolmente dall’altro lato. Siamo andate al mare e mi sono ustionata pur stando sotto l’ombrellone. Abbiamo organizzato la vacanza in collina, per arrivarci ci sono mille curve…e la mia Vera soffre l’automobile!!!!!!!!!!! Un vero disastro! 🙂

In compenso però…ho fatto quadrato col mio cuore. Eh si…sono pazza di lei, di questa splendida donna. Sono partita con tanti dubbi e sono tornata stracotta. Lei è un concentrato di testardaggine e dolcezza. Le sue curve mi mozzano il fiato, i suoi occhi mi fanno sciogliere, la sua intelligenza mi rinfranca l’anima…

Amo Vera.

 

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Ebbene si, sono nuovamente qui. A volte penso che dovrei scrivere di più…magari un pezzo al giorno, ma perdonatemi: senza ispirazione non riesco. Io scrivo di pancia, lascio scorrere le dita sulla tastiera come un musicista sul suo pianoforte. Scrivo solo se ho forti emozioni che non riesco più a tenere dentro, che straripano e non mi fanno respirare.

Oggi è uno di quei giorni.

Da dove comincio? …vediamo vediamo vediamo…ecco comincio da qui:

Da un po’ di tempo sento che qualcosa nella mia vita non funziona. Cosa? I rapporti sociali. Ho notato (o meglio ho aperto gli occhi) che i miei ‘cari amici’ in realtà non sono tali. Nell’ultimo anno ho perso tanta gente per strada. Troppa. Qualcuno si è allontanato appena saputo che, se mi innamoro, mi innamoro di un cuore di donna. Qualche altro è così preso da se stesso che non mi cerca se non quando ha bisogno di qualcosa. Non vi nascondo la mia amarezza, il mio dolore. Confesso: mi sono sentita molto sola…e a poco son servite le parole della mia Vera per tirarmi su…

Tristissima fino a questa mattina. Si, oggi sono uscita con una di quelle amiche di vecchia data, quelle con cui si è vissuto un pezzo di semplice adolescenza. Non si usciva insieme dal 2006! Siamo andate al bar e poi a fare una passeggiata. Le ho raccontato di me, di Vera, della nostra vita, dei miei sogni, delle mie speranze. Lei mi ha detto che mi vuole bene, che importa questo e che FINALMENTE mi vede felice.

…e ti rendi conto che l’amicizia è un fiore così raro…

Ma andiamo ancora avanti. Oggi ho fatto la caponata con la mia nonna. Prima abbiamo dovuto stabilire chi era lo chef e chi l’aiuto (ha vinto lei uff) e poi con i nostri grembiuli abbiamo iniziato a lavorare. Purtroppo ho dimenticato di portare la macchina fotografica per fotografare i passaggi, ma PROMETTO che la prossima volta fotografo tutto. Siamo state ai fornelli dalle 14 alle 18…ma che divertimento!

Abbiamo preparato circa 15 barattoli da 250 gr.+ altri 6-7 più grandi. E alla fine…alla faccia della dieta…ho fatto una mega scarpetta con del pane fresco direttamente dalla pentola. Non sarà fine ma è molto godurioso di certo.

Mentre spadellavamo mi sentivo felice e tanto fiera…e poi le ho chiesto se mi insegna a fare la pasta. Lei mi ha detto: ‘in questi giorni la facciamo’ (si ok…le foto). Sono felice di poter condividere tempi e spazi con i miei nonni…sono un patrimonio inesauribile.

Alla prossima.

Ps: I barattoli della caponata sono ‘ a letto a riposare’ per qualche giorno. Appena li scopro li fotografo.

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Vi invito a leggere questo pezzo che ho scritto per Gionata  il 21 novembre 2010:

È passato quasi un anno da quando mi sono ‘guardata allo specchio’ e mi sono accettata per ciò che sono.
Ed è da quasi un anno che porto silenziosamente questo segreto…ho vissuto con il terrore che nessuno in famiglia potesse accettare…

http://www.gionata.org/credenti-omosessuali/testimonianze/io-e-mia-sorella.-piccoli-spazzi-di-luce-dopo-il-buio.html

 

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