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Posts Tagged ‘felicità’

E’ da tanto che non scrivo. Forse troppo. Certamente troppo. Ma sono viva e ora sono qua. Ho avuto mesi molto difficili. Stancanti fisicamente ed emotivamente. Ho perso il controllo della mia vita lavorativa e ho rischiato un esaurimento nervoso. Ho dovuto rallentare il ritmo e ora, però, mi ritrovo senza un soldo a causa di un altro lavoro perso.
Non demordo però, il periodo è un po’ critico per tutti. Di cose belle però ce ne sono ed è di queste che voglio parlarvi.

Visto il periodo un po’ critico a livello mentale ho deciso di iscrivermi in palestra. Si, ho appena detto che sono senza soldi, ma è stata la cosa migliore fatta nell’ultimo periodo. Ho scoperto un’attività sportiva molto interessante. Si chiama Crossfit. Conoscete? Io ne avevo un po’ paura perchè avevo visto dei video su youtube e pensavo che non sarei mai riuscita, ma sto lavorando a step ed è sempre più affascinante come attività. Il grosso del lavoro è fatto a corpo libero o con semplici attrezzi. Grazie al crossfit e ad una dieta, ahimè, rigida, sto perdendo peso. Piano piano, ma lo sto perdendo. E’ una sensazione molto bella. Mi accorgo di quanto mi fossi appesantita solo ora che peso meno.

Ho ancora tanta strada da fare, ma sono fiduciosa e carica. Il clima poi sta migliorando e mi sento molto attiva. Pertanto, alle 3 giornate di crossfit settimanali vorrei aggiungere almeno due giornate di corsa ed esercizi a corpo libero. Vediamo se riesco a farlo di mattina. Da quando le temperature si sono alzate e ho iniziato con l’attività fisica, dormo meno e meglio. Quindi spero di poter correre la mattina intorno alle 6.

In questo periodo ho fatto anche un’altra cosa importante. Ho sposato Vera. Ovviamente siamo in Italia e per ‘sposarci’ intendo una cosa privata, senza sindaco e municipio e fogli da firmare. Era da un po’ che volevamo farlo. Andare all’estero, a parer nostro, non ha molto senso visto che non ha validità legale in Italia.

Guardo questo anello che porto al dito e mi dico che sono una donna fortunata. Vera è tutto ciò che si può desiderare. E’ perfetta nella sua imperfezione. Non la cambierei con nessun’altra. Non c’è bellezza superiore alla sua. Lei splende di una luce che non riesco a descrivere. Ed è con lei che voglio trascorrere le mie giornate, la mia vita.

Ho capito che era la persona giusta perchè…mi piace stare accoccolata tra le sue braccia. Riesco tranquillamente anche a dormire abbracciata a lei. Quando sono con lei mi sento in armonia con l’intero creato. Il suo cuore batte allo stesso tempo del mio e il calore della sua pelle…insomma la amo.

La vita è dura, e lo è per tutti. I soldi, questi stramaledetti soldi, a volte non mi fanno chiudere occhio. Ma se si vive una vita semplice, se si cerca di apprezzare le piccole cose, se si vive a contatto con la Natura, se si ama, allora la vita si semplifica e si vive senza affanno o quasi.

Nonostante i problemi economici che mi stanno togliendo il sonno, io sono ….felice.

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La felicità è questo yogurt autoprodotto senza yogurtiera…si, ho la yogurtiera ma ho voluto provare. E’ di una semplicità disarmante. Vi dico un po’ come l’ho fatto io: servono un litro di latte e un vasetto di yogurt bianco.

Ho mescolato insieme yogurt e latte dentro ad una pentola e ho messo a fuoco lento. Il mio termometro è stato il mio mignolo. Ho lasciato sul fuoco fino a quando, mettendo dentro il dito, non ho provato fastidio. Ho travasato in questo barattolone di vetro, e l’ho messo dentro ad una pentola che conteneva acqua calda. Ho chiuso il coperchio, ho coperto con dei canovacci e ho lasciato circa 12 ore. Non vi dico che questa mattina alle ore 5.30 sono balzata giù dal letto per andare a controllare! ( mi sono sentita una bambina che il giorno di natale si alza presto per vedere cosa gli ha portato babbo natale *_* ). Che emozione vedere che era più denso e gustoso dello yogurt fatto nella yogurtiera!!!! Adesso la yougurtiera è al bivio: o la adotta Vera o la scambio su Zerorelativo.it

E questi invece sono i miei burger di fagioli e patate. Una roba meravigliosa. In questa foto sono crudi…li ho cucinati alla piasta. I miei ospiti hanno fatto il bis. Queste si che sono soddisfazioni!

 

 

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In questi giorni, non so perchè, mi torna in mente il passato. Un passato ormai passato, ma che mi fa sempre ‘tremare’, mi mette a volte angoscia.

Da bambina guardavo le mie compagnette e mi sentivo diversa da loro. Proprio non le capivo. Erano ‘strane’. Crescendo, guardavo le mie compagne di scuola e…anche loro strane. Mi sembravano ‘banali’. Le mie amiche avevano il fidanzato, a me piaceva giocare a pallone, ma in qualche modo cercavo di adeguarmie mi facevo piacere ora tizio ora caio per non sentirmi troppo diversa.

La sera, quando andavo a dormire, sognavo di baciare però questa o quella ragazza. Erano sogni, desideri, sensazioni che mi facevano stare bene. Mi rilassavano e dormivo serena.   Avevo qualche fidanzatino, ma per me era più angoscia che altro. Ogni approccio fisico mi lasciava sempre insoddisfatta. Concedermi ad un uomo mi faceva sentire violentata. Quindi evitavo.

Quando all’università conobbi P. la mia vita cambio. Non pensai neanche per un attimo di cucirmi addosso un’etichetta. Non pensavo: sono lesbica. Io mi ero innamorata, per la prima volta. Per la prima volta mi sentivo felice. FELICE. Era amore, e a me questo bastava.

Ne parlavo con le altre colleghe/amiche con semplicità, perchè semplice era quello che provavo. Fin quando… la mia guida spirituale mi disse che era peccato. Ecco cos’ha sporcato la bellezza di ciò che vivevo. Lasciai P. credendo davvero che fosse la cosa giusta. In realtà adesso P. è sposata…quindi forse è stata comunque la cosa giusta.

Misi da parte l’AMORE, e cercai di omologarmi, di standardizzare i sentimenti. Col tempo il ricordo di un amore travolgente lasciò posto solo all’idea di un amore noioso e non appagante per gli uomini.

Quando vidi M. per la prima volta ne rimasi colpita. Una ragazza bellissima. Ma non si poteva. Non si doveva. Ma era una calamita…

Tre anni di sensi di colpa. Di dolore. Poi la storia finì e comunque fu un bene.

Poi arrivò N. e grazie a lei…oggi sono ciò che sono. Da un lato mi dicevo che non potevo, non volevo. Ma dall’altro lato ero già perdutamente innamorata.

Ed eccomi oggi con Vera. Oggi sono una donna libera ( o quasi). Ma quanto dolore!! Quanti anni di lacrime. Ho combattuto con me stessa per circa 15 anni. Ma non ci si può nascondere dietro ad un dito. Non puoi rinnegare ciò che sei, ed essere una persona equilibrata e felice.

Vorrei che nessuno vivesse quello che ho vissuto io. Per questo scrivo e scrivo ancora.

Scrivo per te che ti sei imbattut* impaurit* in questo blog, cercando come un ladro la parola gay, lesbica, transessuale, bisessuale.

Non sei sol*.

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