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Posts Tagged ‘amore lesbico’

 

Oggi mi sono data alle grandi pulizie. Ultimamente sono diventata più ordinata, per la gioia della mia Vera. Come sempre la musica mi fa compagnia. Non so perchè, ma capita spesso di ascoltare dei brani, pensare a lei e commuovermi.

Penso a questi anni trascorsi insieme. Penso alla prima volta che ci siamo incrociate sul web e a quante cose sono accadute da allora.

Siamo cresciute insieme, tra sorrisi, solletico, esperimenti culinari, lacrime, liti e un paio di birre.

Lei, la donna dalle mille gaffes. Io sempre scapestrata. Entrambe con i piedi saldi per terra e la testa per aria.

Lei dolce e forte allo stesso tempo. Io sempre curiosa, che non sto mai ferma.

Lei silenziosa. Io che parlo parlo parlo.

La guardo a volte, mentre dorme. Penso a quanto sia bella. Di una bellezza pura e disarmante. Acqua e sapone. La guardo e mi batte forte il cuore. La guardo e non vorrei essere in altro posto che li, accanto a lei.

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Succede sempre così. Dopo aver fatto l’amore mi chiedo sempre la stessa cosa. L’altro giorno ho avuto il coraggio di parlarne con Vera che, ovviamente, mi ha preso per scema.

E’ più forte di me eppure dovrei non pensarci, dovrebbe non essere un problema mio, forse, in realtà dovrei saperlo, in qualche modo, eppure me lo chiedo sempre.

La domanda è: come fanno sesso le lesbiche?

Me lo chiedo sempre, cerco di immaginare che ne so, coppie famose, eppure non ho idea di come lo facciano. Lo fanno come lo faccio io o lo fanno in modo diverso?

E’ una curiosità perversa la mia? Non so. Quando Vera mi dice che mi fisso su certe cose le rispondo semplicemente:’Amore…ma io..sono una donna!’ come a giustificare le mie paturnie.

Ora il punto è: come risolvere il mio quesito? Qualche coppia vuole spiegarmi come fa sesso e ogni quanto?

Potete lasciare un commento qui sotto. Grazie.

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Ieri per caso, cazzeggiando su youtube ho scoperto che c’era (sottotitolata ovviamente), la seconda stagione di LIP SERVICE, telefilm pieno zeppo di lesbiche. Non vi dirò nulla su questa seconda serie per non rovinarvi la visione semmai voleste vederlo, però voglio dirvi cosa penso:

Io sono fiera di essere me stessa. Fiera di essere una persona semplice e profondamente innamorata. Chi di voi ha avuto modo di conoscermi, anche se solo virtualmente, sa di cosa parlo.

Cosa c’entra Lip Service con me? Beh, anche se surreale come telefilm mi fa sognare un mondo diverso, dove possiamo vivere la nostra identità senza schemi, senza paure, senza copioni da recitare…

Sono felice di ciò che sono: sto costruendo una vita semplice, fatta di cose semplici, con la donna che amo ogni giorno di più….

 

Buona notte….

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In questi giorni, non so perchè, mi torna in mente il passato. Un passato ormai passato, ma che mi fa sempre ‘tremare’, mi mette a volte angoscia.

Da bambina guardavo le mie compagnette e mi sentivo diversa da loro. Proprio non le capivo. Erano ‘strane’. Crescendo, guardavo le mie compagne di scuola e…anche loro strane. Mi sembravano ‘banali’. Le mie amiche avevano il fidanzato, a me piaceva giocare a pallone, ma in qualche modo cercavo di adeguarmie mi facevo piacere ora tizio ora caio per non sentirmi troppo diversa.

La sera, quando andavo a dormire, sognavo di baciare però questa o quella ragazza. Erano sogni, desideri, sensazioni che mi facevano stare bene. Mi rilassavano e dormivo serena.   Avevo qualche fidanzatino, ma per me era più angoscia che altro. Ogni approccio fisico mi lasciava sempre insoddisfatta. Concedermi ad un uomo mi faceva sentire violentata. Quindi evitavo.

Quando all’università conobbi P. la mia vita cambio. Non pensai neanche per un attimo di cucirmi addosso un’etichetta. Non pensavo: sono lesbica. Io mi ero innamorata, per la prima volta. Per la prima volta mi sentivo felice. FELICE. Era amore, e a me questo bastava.

Ne parlavo con le altre colleghe/amiche con semplicità, perchè semplice era quello che provavo. Fin quando… la mia guida spirituale mi disse che era peccato. Ecco cos’ha sporcato la bellezza di ciò che vivevo. Lasciai P. credendo davvero che fosse la cosa giusta. In realtà adesso P. è sposata…quindi forse è stata comunque la cosa giusta.

Misi da parte l’AMORE, e cercai di omologarmi, di standardizzare i sentimenti. Col tempo il ricordo di un amore travolgente lasciò posto solo all’idea di un amore noioso e non appagante per gli uomini.

Quando vidi M. per la prima volta ne rimasi colpita. Una ragazza bellissima. Ma non si poteva. Non si doveva. Ma era una calamita…

Tre anni di sensi di colpa. Di dolore. Poi la storia finì e comunque fu un bene.

Poi arrivò N. e grazie a lei…oggi sono ciò che sono. Da un lato mi dicevo che non potevo, non volevo. Ma dall’altro lato ero già perdutamente innamorata.

Ed eccomi oggi con Vera. Oggi sono una donna libera ( o quasi). Ma quanto dolore!! Quanti anni di lacrime. Ho combattuto con me stessa per circa 15 anni. Ma non ci si può nascondere dietro ad un dito. Non puoi rinnegare ciò che sei, ed essere una persona equilibrata e felice.

Vorrei che nessuno vivesse quello che ho vissuto io. Per questo scrivo e scrivo ancora.

Scrivo per te che ti sei imbattut* impaurit* in questo blog, cercando come un ladro la parola gay, lesbica, transessuale, bisessuale.

Non sei sol*.

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Io e Vera siamo frequentatrici assidue di librerie (ma questo lo sapete già) . Da quando ci conosciamo, faceva sempre riferimento ad un libro che voleva leggere  ma di cui non ricordava il titolo. Ricordava solo una vaga copertina. A distanza di tempo, sempre nei nostri giri in libreria, l’ha trovato e abbiamo iniziato a sfogliarlo, sedute sulle poltrone comodose.

Ho deciso di comprarlo, perchè mi appassionava. Lei invece, dopo aver letto qualche riga, capisce che non le piace.

L’ho letto due volte e ogni volta mi sono commossa ed emozionata. Ci sono frasi così forti, così belle, così vere, che non capisco come un libro cosiì a tematica lesbo, sia stato scritto da un uomo!

Il libro parte piano, a piccoli passi…poi si trasforma in forza, in desiderio, in voglia di vivere. Il finale mi ha un po’ delusa. E’ come se l’autore avesse esaurito tutta la sua energia nelle parti precedenti e avesse fretta di finire di scrivere. Troppo spicciolo. Avrei voluto leggere qualcosa in più.

Invito tutti a leggerlo. Merita. Che siate etero, omosessuali o quello che volete. Leggetelo. E’ capace di far provare forti emozioni.

Cosa?

Uh giusto!!! Non vi ho detto il titolo: LE MILLE BOCCHE DELLA NOSTRA SETE di Guido Conti.

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Eccomi qua. Perdonate l’assenza, ma la vita mi è diventata frenetica e mi assorbe tantissimo tempo.

Ho tante cose da raccontarvi e non so da dove cominicare. Comincio con Noemi…ed Annalisa. Sarò frivola…ma le rosse sono davvero belle!!!

Ok, torno seria.

Ho piantato sul mio balcone del basilico, dei fiori e del rosmarino. Però a volte mi dimentico di mettere l’acqua. Ora arriva l’estate e se non sto attenta trovo tutto stecchito! Eppure Vera è entusiasta…e mi dice:’ pianteremo altri fiori!’. Ecco spero che se ne occupi lei. -_-

Vera..la mia dolcissima Vera. Io sono sempre più innamorata. Ogni giorno questo amore cresce…ed è una cosa meravigliosa!!!!

La amo…sento dentro che la mia anima vibra…sento il desiderio di sentire l’odore della sua pelle, di perdermi nei suoi occhi. La mattina quando mi sveglio…la sera quando mi addormento…la vorrei accanto a me. La sua presenza mi da pace. La nostra vita non è rose e fiori…abbiamo tanti problemi, viviamo la precarietà come la vivono tutti…ma siamo certe che insieme saremo felici.

Ma andiamo oltre…vorrei parlarvi di D.

Io e D. eravamo amiche, di quelle che si scambiano ‘la pelle, le anime, le ossa’. Poi ad un certo punto, io ho mollato lei, il gruppo, altri amici. Avevo bisogno di trovare me stessa. Avevo bisogno di affrontare la mia affettività. Ogni volta che ci incontravamo per strada, negli ultimi 3/4 anni c’era tanto imbarazzo. Ero sfuggente. Poi l’altro giorno l’ho incontrata sul treno e abbiamo chiacchierato per due ore…

Quel giorno ho capito quanto mi mancava, e quanto fosse importante per me. Allora l’ho contattata e le ho detto che volevo parlarle. Ieri sera ci siamo viste. Mi sono commossa quando le ho detto: ‘ Mi sono resa conto di quanto mi manchi’.

Abbiamo chiacchierato per due ore. Toccando profondità come un tempo. Avevo bisogno di ridonarmi a lei, per quella che sono realmente. E ho trovato lei…con i suoi occhi semplici…quelli di sempre.

Sono tornata a casa davvero felice…

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Eh già. E’ passato un anno da quando abbiamo colto un certo interesse… da quando, tu impaurita e io terrorizzata ci siamo ritrovate a scivere chilometri e chilometri di frasi, di parole e concetti tremanti.

Un anno è passato. Quanti dubbi. Quante incerte. Sarà amore?  E un anno è passato e ora ci troviamo qui..a progettare la nostra casa insieme. Le pareti le facciamo bianche? beige? e  i bicchieri? e il letto dove lo mettiamo? A volte ho un po’ paura. Ma poi penso che stare insieme è davvero la cosa più naturale di questo mondo.

E questo mondo con te ha preso consistenza. Ora so che i sogni possono diventare realtà. E so che una vita sana, serena, ricca di cose semplici e belle è possibile. Grazie mia dolce Vera.

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