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Archive for the ‘Salute e Benessere’ Category

Succede sempre così. Dopo aver fatto l’amore mi chiedo sempre la stessa cosa. L’altro giorno ho avuto il coraggio di parlarne con Vera che, ovviamente, mi ha preso per scema.

E’ più forte di me eppure dovrei non pensarci, dovrebbe non essere un problema mio, forse, in realtà dovrei saperlo, in qualche modo, eppure me lo chiedo sempre.

La domanda è: come fanno sesso le lesbiche?

Me lo chiedo sempre, cerco di immaginare che ne so, coppie famose, eppure non ho idea di come lo facciano. Lo fanno come lo faccio io o lo fanno in modo diverso?

E’ una curiosità perversa la mia? Non so. Quando Vera mi dice che mi fisso su certe cose le rispondo semplicemente:’Amore…ma io..sono una donna!’ come a giustificare le mie paturnie.

Ora il punto è: come risolvere il mio quesito? Qualche coppia vuole spiegarmi come fa sesso e ogni quanto?

Potete lasciare un commento qui sotto. Grazie.

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L’ho fatto davvero. Ho comprato una bicicletta a pedalata assistita e l’ho chiamata Luisa. Il perchè di questo nome lo scoprirete magari in futuro.

Non è stato semplice. Dentro di me tante sane motivazioni, dal minor impatto ambientale allo scarso impegno economico rispetto ad un’automobile.

Ho scelto di non acquistare un’auto perchè concretamente credo che non mi serva. Vivo in un piccolo centro, dove ci si può spostare anche a piedi e quando devo andare in città prendo i mezzi pubblici. Quando mi serve l’auto, due, tre volte l’anno, la chiedo a mia sorella, a mio padre o semplicemente l’affitto.

Un’auto era proprio un di più. Meglio una bici. Una robusta bicicletta che mi permetta di muovermi velocemente, usando le mie forze e quando non ce la faccio più ( è un paese pieno di salite ) farmi dare un piccolo aiuto dal motore.

La bicicletta ha avuto il suo costo, è stato un investimento per il futuro. Ciò che mi bloccava era : ‘ cosa penserà la gente? ‘ . Qui l’unica persona che ha una bicicletta di questo tipo è una ragazza con un lieve ritardo mentale, una ‘babba’ per capirci.

Qui le ragazze escono sempre tiratissime e in automobile anche per fare venti metri. E io? Io ho fatto un respiro profondo e ho deciso di continuare la mia rivoluzione.

Non basta essere vegan, non basta ridurre i consumi, non basta lavare con acqua bollente e aceto. Serve portare avanti una vera rivoluzione culturale, dentro di me. E quando esco con la mia Luisa, sento che sto costruendo un pezzo di futuro migliore.

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E’ da tanto che non scrivo. Forse troppo. Certamente troppo. Ma sono viva e ora sono qua. Ho avuto mesi molto difficili. Stancanti fisicamente ed emotivamente. Ho perso il controllo della mia vita lavorativa e ho rischiato un esaurimento nervoso. Ho dovuto rallentare il ritmo e ora, però, mi ritrovo senza un soldo a causa di un altro lavoro perso.
Non demordo però, il periodo è un po’ critico per tutti. Di cose belle però ce ne sono ed è di queste che voglio parlarvi.

Visto il periodo un po’ critico a livello mentale ho deciso di iscrivermi in palestra. Si, ho appena detto che sono senza soldi, ma è stata la cosa migliore fatta nell’ultimo periodo. Ho scoperto un’attività sportiva molto interessante. Si chiama Crossfit. Conoscete? Io ne avevo un po’ paura perchè avevo visto dei video su youtube e pensavo che non sarei mai riuscita, ma sto lavorando a step ed è sempre più affascinante come attività. Il grosso del lavoro è fatto a corpo libero o con semplici attrezzi. Grazie al crossfit e ad una dieta, ahimè, rigida, sto perdendo peso. Piano piano, ma lo sto perdendo. E’ una sensazione molto bella. Mi accorgo di quanto mi fossi appesantita solo ora che peso meno.

Ho ancora tanta strada da fare, ma sono fiduciosa e carica. Il clima poi sta migliorando e mi sento molto attiva. Pertanto, alle 3 giornate di crossfit settimanali vorrei aggiungere almeno due giornate di corsa ed esercizi a corpo libero. Vediamo se riesco a farlo di mattina. Da quando le temperature si sono alzate e ho iniziato con l’attività fisica, dormo meno e meglio. Quindi spero di poter correre la mattina intorno alle 6.

In questo periodo ho fatto anche un’altra cosa importante. Ho sposato Vera. Ovviamente siamo in Italia e per ‘sposarci’ intendo una cosa privata, senza sindaco e municipio e fogli da firmare. Era da un po’ che volevamo farlo. Andare all’estero, a parer nostro, non ha molto senso visto che non ha validità legale in Italia.

Guardo questo anello che porto al dito e mi dico che sono una donna fortunata. Vera è tutto ciò che si può desiderare. E’ perfetta nella sua imperfezione. Non la cambierei con nessun’altra. Non c’è bellezza superiore alla sua. Lei splende di una luce che non riesco a descrivere. Ed è con lei che voglio trascorrere le mie giornate, la mia vita.

Ho capito che era la persona giusta perchè…mi piace stare accoccolata tra le sue braccia. Riesco tranquillamente anche a dormire abbracciata a lei. Quando sono con lei mi sento in armonia con l’intero creato. Il suo cuore batte allo stesso tempo del mio e il calore della sua pelle…insomma la amo.

La vita è dura, e lo è per tutti. I soldi, questi stramaledetti soldi, a volte non mi fanno chiudere occhio. Ma se si vive una vita semplice, se si cerca di apprezzare le piccole cose, se si vive a contatto con la Natura, se si ama, allora la vita si semplifica e si vive senza affanno o quasi.

Nonostante i problemi economici che mi stanno togliendo il sonno, io sono ….felice.

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Sono in una fase di autoproduzione ‘spinta’…abbiate pietà e sorbitevi le mie foto!

Ho finalmente deciso di provare a fare il dado granulare. Da tempo desideravo farlo ma dicevo sempre: ‘lo farò domani’. Ecco è arrivato il mio domani ed eccomi qua a raccontarlo!!

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Ecco la base:

prendete cipolle, carote, origano, salvia, prezzemolo, sedano (io ho aggiunto anche dei funghi), lavate bene e tagliate a pezzetti.

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Metteteli in una pentola, metterci del sale (il 35% del peso totale delle verdure)  e lasciate che perdano l’acqua e si asciughino più possibile. Dopo trasferite il tutto in una teglia disponendoli in modo che possano asciugare bene.

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Io ho messo ad asciugare nel forno della stufa a legna, lasciando però lo sportello aperto.

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Quando tutto sarà ben asciutto, basta solo frullare e conservare.

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Sono fiera di me…che ve lo dico a fare!!!

Poi sono anche nella fase ‘germogli’. Finalmente sto riuscendo a far germogliare sti piccolini!!! Sto usando due metodi diversi: il barattolo di vetro e una fustella di plastica (quella della ricotta per intenderci). Li curo, li metto alla luce, li bagno…quasi quasi mi pare male mangiarli 🙂

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Ho fatto anche il sapone per la lavatrice in scaglie…ma ve ne parlo la prossima volta!!

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Piccoli Capolavori Culinari

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Broccoletti e funghi

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Cosa bolle in pentola???

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Chi snobba la zuppa di ceci e cipolle (con un po’ di rosmarino) non ha capito nulla della vita

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Cipolla e lattuga romana, quasi pronti ad accogliere il miglio

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zuppa di miglio con cipolla e lattuga romana

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Che bontà!!!

 

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La felicità è questo yogurt autoprodotto senza yogurtiera…si, ho la yogurtiera ma ho voluto provare. E’ di una semplicità disarmante. Vi dico un po’ come l’ho fatto io: servono un litro di latte e un vasetto di yogurt bianco.

Ho mescolato insieme yogurt e latte dentro ad una pentola e ho messo a fuoco lento. Il mio termometro è stato il mio mignolo. Ho lasciato sul fuoco fino a quando, mettendo dentro il dito, non ho provato fastidio. Ho travasato in questo barattolone di vetro, e l’ho messo dentro ad una pentola che conteneva acqua calda. Ho chiuso il coperchio, ho coperto con dei canovacci e ho lasciato circa 12 ore. Non vi dico che questa mattina alle ore 5.30 sono balzata giù dal letto per andare a controllare! ( mi sono sentita una bambina che il giorno di natale si alza presto per vedere cosa gli ha portato babbo natale *_* ). Che emozione vedere che era più denso e gustoso dello yogurt fatto nella yogurtiera!!!! Adesso la yougurtiera è al bivio: o la adotta Vera o la scambio su Zerorelativo.it

E questi invece sono i miei burger di fagioli e patate. Una roba meravigliosa. In questa foto sono crudi…li ho cucinati alla piasta. I miei ospiti hanno fatto il bis. Queste si che sono soddisfazioni!

 

 

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M. è un bambino di 9 anni. Biondo, occhi azzurri. Nove anni ma dal fisico sembra ne abbia almeno 11. M. ha un ritardo mentale profondo. Non parla, non sta in piedi, porta il pannolino, gattona alla velocità della luce. Non parla, non ha alcun tipo di autonomia, ma con i suoi occhi ti apre al suo mondo. Ho trascorso con lui un intero pomeriggio. Giocava, ma aveva sempre quel viso serio, sembrava non vivesse alcuna emozione. Poi mi sono seduta a terra a giocare con lui. Lui, come un bambino si è seduto in braccio a me e ho iniziato a cantare ‘il coccodrillo come fa’…ad un certo punto, come un lampo, un gran sorriso e un battito di mani.

Grazie M.!!

Dopo i primi due esperimenti non avevo più preparato la ricotta di soia. L’altro ieri mi sono detta: ‘ Perchè no?’. Più si sperimenta e meglio vengono le cose. Si acquisisce competenza, si imparano i tempi. Sempre con il solito procedimento , ma con una variante: il tempo di riposo che permette di cagliare. Ho lasciato riposare in pentola per più di mezz’ora, e appena alzato il coperchio mi rendo conto che la scelta di temporeggiare era azzeccata. Ho tirato fuori tutti i fiocchi, ho aggiunto un altro cucchiaio di aceto di mele e ho rimesso sul fuoco. Stesso procedimento. Risultato? Due ricottine da 100 grammi cad. La prossima volta lascerò per un’ora e vediamo che succede.

 

Dopo aver seguito la puntata di Geo& dove Grazia Cacciola parla di come piantare le patate nel sacco di iuta, ho voluto provare. Mi sono armata di volontà e dell’occorrente e ho messo le mie patate germogliate sotto terra. Mettevo l’acqua con lo spruzzino, come suggerisce Grazia e aspettavo. Stavo sempre li a guardare. Sembrava non essere andato in porto questo primo esperimento fin quando un giorno mi sono spazientita e ho iniziato a mettere acqua con una bottiglia, mettendone evidentemente più di quella che mettevo con lo spruzzino. Un bel giorno…vedo spuntare le prime foglie!!!

Ogni mattina e ogni sera vado a controllare che le mie piccole stiano bene…magari non produrrò tante patate, ma questa è già una conquista per me.

E ora vi mostro due vasetti:

Un giorno chiesi a nonna come si faceva a piantare il rosmarino. Mi diede due rametti e disse: mettili nella terra e poi le annaffi. Fedele alle parole di nonna ho eseguito…ma quei due rametti si sono appassiti. Li guardavo afflitta e mi chiedevo dove avessi sbagliato. Anche qui una mattina guardo il vaso e vedo che quei due rami secchi stavano portando delle novità!!! Avevo quindi questo bel vasetto di rosmarino quando mi accorgo che sta spuntando altro senza che io l’avessi piantato: questo splendido fiore di cui ignoro il nome, del basilico e quella piantina viola (anche qui sconosco il nome). Magari non sarà bellissimo da vedere questo vaso ma io sono davvero felice!

Ed ecco qui il mio basilico, assieme ad un’erba non meglio identificata. Nonna l’ha classificata semplicemente ‘erbaccia da strappare’, ma a me piace e non da fastidio a nessuno 🙂

Per finire…vi faccio vedere cosa si vede da un angolo del mio balcone. Passo e chiudo

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Ieri il mio corpo ha detto stop. E non c’è stato nulla da fare. Questi ultimi mesi, sono per me fonte di stress perchè ho le mani in pasta in tante cose e sono molto stanca. Sono così stanca che oggi ho preso un senso unico e non mi sono resa conto. Il vigile mi ha fermato poco dopo per farmelo notare e per fortuna che non ho beccato una multa. Sono così stanca che mi cadono le cose dalle mani, che non riesco a guidare.

Ieri il mio corpo ha detto che era arrivato il momento di dire basta. Mi sono svegliata con febbre, mal di testa, vomito e mal d’orecchio. Mi sentivo come se un trattore mi fosse passato sopra.  Non avevo alternativa. Mi sono messa a letto, ho digiunato e ho dormito tutto il giorno. Ebbene, non ho preso nessun tipo di farmaco. NOn ho bevuto neanche acqua (perchè appena ci provavo vomitavo). Questa mattina stavo già decisamente meglio. Oggi a pranzo ho fatto un centrifugato di carote. Questa sera un centrifugato di mele. Non mangio cibo solido da giorno 4 sera (ho mangiato una mega insalatona di frutta).

So che dovrei ancora digiunare per permettere al mio corpo di lavorare. Putroppo non posso permettermelo. Domani quindi inizierò la giornata con una spremuta d’arancia e poi un frullato e poi delle verdure crude e così via.

Penso che se solo avessimo un po’ di pazienza, invece di correre subito dal medico, eviteremmo di prendere tanti farmaci. Qualcuno mi dirà: ‘ Io non posso permettermi di stare a letto perchè devo andare a lavoro’. La risposta è ‘lo so e mi dispiace’. La colpa è del sistema che non ci permette di vivere tempi ‘naturali’. E la colpa è nostra perchè glielo permettiamo.

La soluzione ai nostri mali si chiamano autoproduzione e decrescita. Ridurre i consumi. Come? Infilandoci bene in mente che quello che abbiamo non è la nostra felicità e che possiamo vivere con molto meno. Se comprendessimo questo e iniziassimo a vivere in modo diverso, troveremmo tutti il tempo per trascorrere una giornata intera a letto a dormire, per dar modo al nostro corpo di ristabilirsi.

Passo e chiudo.

 

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Questa mattina, mentre gironzolavo su facebook, mi sono imbattuta nelle foto di prelibatezze fatte da chiara la scura e mi sono detta: ‘ perchè non cucinare qualcosina oggi?’. Ho preso spunto da alcune simpatiche polpettine e le ho rivisitate:

Ingredienti:

un finocchio da bollire

olive denocciolate

cipolla

pane raffermo

prendete tutte queste cose e frullate per bene. aggiustare di sale e aggiungere del pan grattato per dare la giusta consistenza. Lasciate riposare e poi fate delle polpettine piuttosto schiacciate e friggere. Ottime, la prossima volta faccio foto e le cuocio al forno, perchè UDITE UDITE il mio corpo non tollera più la frittura.

Si, esatto. Ormai sto bene solo se mangio leggero e soprattutto se mangio frutta. Ormai la mia giornata è scandita dalla frutta. Mi appaga e ne sono felice.

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