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Archive for the ‘Pensieri e Parole’ Category

Io e Vera siamo frequentatrici assidue di librerie (ma questo lo sapete già) . Da quando ci conosciamo, faceva sempre riferimento ad un libro che voleva leggere  ma di cui non ricordava il titolo. Ricordava solo una vaga copertina. A distanza di tempo, sempre nei nostri giri in libreria, l’ha trovato e abbiamo iniziato a sfogliarlo, sedute sulle poltrone comodose.

Ho deciso di comprarlo, perchè mi appassionava. Lei invece, dopo aver letto qualche riga, capisce che non le piace.

L’ho letto due volte e ogni volta mi sono commossa ed emozionata. Ci sono frasi così forti, così belle, così vere, che non capisco come un libro cosiì a tematica lesbo, sia stato scritto da un uomo!

Il libro parte piano, a piccoli passi…poi si trasforma in forza, in desiderio, in voglia di vivere. Il finale mi ha un po’ delusa. E’ come se l’autore avesse esaurito tutta la sua energia nelle parti precedenti e avesse fretta di finire di scrivere. Troppo spicciolo. Avrei voluto leggere qualcosa in più.

Invito tutti a leggerlo. Merita. Che siate etero, omosessuali o quello che volete. Leggetelo. E’ capace di far provare forti emozioni.

Cosa?

Uh giusto!!! Non vi ho detto il titolo: LE MILLE BOCCHE DELLA NOSTRA SETE di Guido Conti.

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M. è un bambino di 9 anni. Biondo, occhi azzurri. Nove anni ma dal fisico sembra ne abbia almeno 11. M. ha un ritardo mentale profondo. Non parla, non sta in piedi, porta il pannolino, gattona alla velocità della luce. Non parla, non ha alcun tipo di autonomia, ma con i suoi occhi ti apre al suo mondo. Ho trascorso con lui un intero pomeriggio. Giocava, ma aveva sempre quel viso serio, sembrava non vivesse alcuna emozione. Poi mi sono seduta a terra a giocare con lui. Lui, come un bambino si è seduto in braccio a me e ho iniziato a cantare ‘il coccodrillo come fa’…ad un certo punto, come un lampo, un gran sorriso e un battito di mani.

Grazie M.!!

Dopo i primi due esperimenti non avevo più preparato la ricotta di soia. L’altro ieri mi sono detta: ‘ Perchè no?’. Più si sperimenta e meglio vengono le cose. Si acquisisce competenza, si imparano i tempi. Sempre con il solito procedimento , ma con una variante: il tempo di riposo che permette di cagliare. Ho lasciato riposare in pentola per più di mezz’ora, e appena alzato il coperchio mi rendo conto che la scelta di temporeggiare era azzeccata. Ho tirato fuori tutti i fiocchi, ho aggiunto un altro cucchiaio di aceto di mele e ho rimesso sul fuoco. Stesso procedimento. Risultato? Due ricottine da 100 grammi cad. La prossima volta lascerò per un’ora e vediamo che succede.

 

Dopo aver seguito la puntata di Geo& dove Grazia Cacciola parla di come piantare le patate nel sacco di iuta, ho voluto provare. Mi sono armata di volontà e dell’occorrente e ho messo le mie patate germogliate sotto terra. Mettevo l’acqua con lo spruzzino, come suggerisce Grazia e aspettavo. Stavo sempre li a guardare. Sembrava non essere andato in porto questo primo esperimento fin quando un giorno mi sono spazientita e ho iniziato a mettere acqua con una bottiglia, mettendone evidentemente più di quella che mettevo con lo spruzzino. Un bel giorno…vedo spuntare le prime foglie!!!

Ogni mattina e ogni sera vado a controllare che le mie piccole stiano bene…magari non produrrò tante patate, ma questa è già una conquista per me.

E ora vi mostro due vasetti:

Un giorno chiesi a nonna come si faceva a piantare il rosmarino. Mi diede due rametti e disse: mettili nella terra e poi le annaffi. Fedele alle parole di nonna ho eseguito…ma quei due rametti si sono appassiti. Li guardavo afflitta e mi chiedevo dove avessi sbagliato. Anche qui una mattina guardo il vaso e vedo che quei due rami secchi stavano portando delle novità!!! Avevo quindi questo bel vasetto di rosmarino quando mi accorgo che sta spuntando altro senza che io l’avessi piantato: questo splendido fiore di cui ignoro il nome, del basilico e quella piantina viola (anche qui sconosco il nome). Magari non sarà bellissimo da vedere questo vaso ma io sono davvero felice!

Ed ecco qui il mio basilico, assieme ad un’erba non meglio identificata. Nonna l’ha classificata semplicemente ‘erbaccia da strappare’, ma a me piace e non da fastidio a nessuno 🙂

Per finire…vi faccio vedere cosa si vede da un angolo del mio balcone. Passo e chiudo

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Mentre vagavo sul Web qualche minuto fa mi sono imbattuta nella teoria di una tipa che sosteneva che l’AMORE esiste solo tra uomo e donna, mentre due donne o due uomini possono solo provare attrazione sessuale, che nulla ha a che fare con l’amore.

Queste teorie da premio Nobel non dovrebbero essere rilegate a piccoli blog, ma dovrebbero essere divulgate, divulgate, divulgate, con tanto di nome e cognome, in modo da poterle ridere in faccia.

L’amore è la cosa più naturale, più bella e più antica del mondo. E questa viene a spiegarci ste robe… forse non mi abituerò mai a queste affermazioni

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Eccomi qua. Perdonate l’assenza, ma la vita mi è diventata frenetica e mi assorbe tantissimo tempo.

Ho tante cose da raccontarvi e non so da dove cominicare. Comincio con Noemi…ed Annalisa. Sarò frivola…ma le rosse sono davvero belle!!!

Ok, torno seria.

Ho piantato sul mio balcone del basilico, dei fiori e del rosmarino. Però a volte mi dimentico di mettere l’acqua. Ora arriva l’estate e se non sto attenta trovo tutto stecchito! Eppure Vera è entusiasta…e mi dice:’ pianteremo altri fiori!’. Ecco spero che se ne occupi lei. -_-

Vera..la mia dolcissima Vera. Io sono sempre più innamorata. Ogni giorno questo amore cresce…ed è una cosa meravigliosa!!!!

La amo…sento dentro che la mia anima vibra…sento il desiderio di sentire l’odore della sua pelle, di perdermi nei suoi occhi. La mattina quando mi sveglio…la sera quando mi addormento…la vorrei accanto a me. La sua presenza mi da pace. La nostra vita non è rose e fiori…abbiamo tanti problemi, viviamo la precarietà come la vivono tutti…ma siamo certe che insieme saremo felici.

Ma andiamo oltre…vorrei parlarvi di D.

Io e D. eravamo amiche, di quelle che si scambiano ‘la pelle, le anime, le ossa’. Poi ad un certo punto, io ho mollato lei, il gruppo, altri amici. Avevo bisogno di trovare me stessa. Avevo bisogno di affrontare la mia affettività. Ogni volta che ci incontravamo per strada, negli ultimi 3/4 anni c’era tanto imbarazzo. Ero sfuggente. Poi l’altro giorno l’ho incontrata sul treno e abbiamo chiacchierato per due ore…

Quel giorno ho capito quanto mi mancava, e quanto fosse importante per me. Allora l’ho contattata e le ho detto che volevo parlarle. Ieri sera ci siamo viste. Mi sono commossa quando le ho detto: ‘ Mi sono resa conto di quanto mi manchi’.

Abbiamo chiacchierato per due ore. Toccando profondità come un tempo. Avevo bisogno di ridonarmi a lei, per quella che sono realmente. E ho trovato lei…con i suoi occhi semplici…quelli di sempre.

Sono tornata a casa davvero felice…

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Riflessioni del 1° maggio 2012

Oggi è il 1° maggio dell’anno 2012.

Oggi ho visto i miei nonni piangere mentre in tv i segretari dei  sindacati ci raccontavano e ricordavano i fatti che ormai conosciamo. Oggi i miei nonni piangevano, non tanto per paura che vengano toccate le loro pensioni, ma soprattutto piangevano per noi giovani: hanno paura per il nostro futuro.

Loro che hanno subìto la guerra e conosciuto la fame. Loro che hanno fatto tanti sacrifici. Loro, onesti lavoratori che si sono sempre spaccati la schiena tra lavoro ufficiale e lavori in campagna. Oggi li ho visti piangere preoccupati.

Oggi una giovane mi ha detto: ‘ nessuno può oggi permettersi il lusso di essere onesto, perché altrimenti muori di fame’. Oggi scopro che tanti giovani non credono nello Stato e ancora peggio, non credono nei valori. Non credono più nella lealtà, nella libertà di coscienza, nella legalità. Non credono nel  futuro.

Oggi c’è un’Italia spaccata: gli anziani che hanno costruito questo Paese che piangono. I giovani che dovrebbero custodirlo che non credono più.  Questi giovani vivono alla giornata, senza progettare, senza sognare.

E’ vero, è verissimo che l’Italia versa in uno stato pietoso. Ma è anche vero che dobbiamo sperare. Credo che la parola d’ordine di oggi e per il futuro debba essere SPERANZA.

La speranza è l’unica che può tenerci in vita, l’alternativa è spararci un colpo in bocca.

Oggi l’Italia è frantumata. Evasione fiscale, disoccupazione, tasse su tasse. Cittadini che non ce la fanno più, che non arrivano a fine mese.  Il nostro Governo, che ci aveva fatto sperare, ci taglia le gambe e non solo i finanziamenti alla scuola.

E’ come se volessero portarci alla disperazione.  Come se…

Ma io voglio dire una cosa. Oggi.

Oggi 1° Maggio 2012 io voglio dire, voglio gridare che io spero. Io spero in un futuro migliore. Io spero in un’Italia che, stanca di subire, alza la testa e torna allo splendore di sempre.  Io spero nell’uomo che sceglie di vivere nella legalità. Io spero.  Spero e mi rimbocco le maniche. Non sto alla finestra a guardare.

Qualcuno mi dice che l’onestà non paga. E’ vero. Non paga a breve termine. Ma esistono ancora i grandi Ideali, i Valori veri, e sono questi che pagano.

Ogni giorno cerco di vivere onestamente, ogni giorno cerco di sprecare il meno possibile, ogni giorno cerco di sorridere un po’ di più, ogni giorno cerco di amare chi mi sta accanto e di non fregare il prossimo. Ogni giorno cerco di amare questo Stato Italiano che ci sta lasciando in mutande…mutande  spesso pure bucate.

Io spero e credo e vivo perché voglio un futuro migliore per me e per mio nipote che oggi mi guarda dal suo ‘ovetto’ con occhi carichi di speranza.  Sono certa, certissima che il futuro lo creiamo noi, dal basso. I cambiamenti veri partono sempre dal basso. Le vere rivoluzioni partono dal basso.

Da oggi ho un motivo in più per sperare e lottare e costruire: Non voglio mai più vedere i miei nonni piangere per le sorti del nostro Paese e per il nostro futuro.

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Vito Mancuso al Forum dei cristiani omessuali italiani

Leggetelo se  vi va…

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