Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘LiberaMente’ Category

“ La laurea è un’opportunità, non un ergastolo”

Questo è quello che mi dico e dico alle persone che mi chiamano ‘folle’ per aver messo da parte la laurea  per un nuovo progetto fatto di sudore e mani sporche di terra.

Viviamo in una società strana, in cui si pensa che esistano lavori di serie A e lavori di serie B. E chi è in serie A non può e non deve retrocedere in B.

Quindi un laureato non può decidere di voler fare il falegname per inseguire il suo sogno. Un manager aziendale non può mollare tutto per guadagnare meno ma esser felice.

Chi decide di inseguire il proprio sogno, magari mollando ciò che aveva costruito fino a quel momento, viene additato come Folle.

E forse un poco folli lo siamo davvero. O forse siamo troppo innamorati di noi stessi per accettare di non essere soddisfatti pienamente delle nostre vite.

Da mesi lavoriamo ad un progetto. Quando ne parliamo, i nostri interlocutori ci guardano con perplessità. “ Fare impresa in Italia oggi è impensabile”. “ Siete sicure che il territorio sia pronto ad accogliere il vostro progetto imprenditoriale?”. “ Avete provato a fare qualche concorso? Il posto fisso insomma”.

Queste frasi ormai sono un leit motiv. Non mi fanno più neanche male. Non mi fanno venire l’angoscia.

Ieri ho conosciuto Filomena Pucci e il suo libro Appassionate. Libro giusto al momento giusto.

Filomena ci parla di 10 donne che hanno fatto impresa seguendo la propria passione e tra le righe, ma non troppo, ci racconta la sua storia. Si denuda, ci mostra la sua essenza e la sua forza. La sua passione.

In un contesto in cui sembra che tutto sia buio, che le donne siano ‘solo’ vittime, questo libro è una bomba che ti esplode tra le mani. Se ti fermi a leggerlo entri in una spirale e quando arrivi all’ultima pagina, ti accorgi che non sei più la donna di prima.

Potrei dire che Filomena ti mette nel cuore la Passione. Ma non è propriamente così. Filomena ci educa alla Passione. Dove educare viene da ‘educěre’ cioè ‘tirar fuori ciò che sta dentro’. Lei tira fuori la Passione che abbiamo dentro, assopita sotto centinaia di ‘dover fare’, di ‘ ormai sono troppo grande’, ‘ non ce la farò mai’, i bambini, la famiglia e tutto quello che ci raccontiamo forse per paura. Paura della portata dei nostri sogni.

Questo libro è uno dei migliori acquisti fatti negli ultimi anni. Ovviamente non ho intenzione di raccontarvi nulla. Andate su Amazon e lo comprate. Regalatevelo. La vostra anima vi ringrazierà.

Grazie Filomena.

Annunci

Read Full Post »

Aveva 26 anni e due occhi blu. Era un frocetto di paese, sempre preso di mira in modo sottile, cattivo. Lui era un buono, subiva in silenzio.

L’altro ieri, con una lucidità disarmante,   è andato all’emporio a comprare 3 metri di corda e si  è suicidato.

Tanti si chiedono perchè un gesto così ‘forte’. La risposta è andata via con lui. Di certo era stanco ed era tanto solo e nascondeva dietro al suo sorriso, un sorriso che non l’abbandonava mai, il suo dolore.

E’ partito, lasciandoci sgomenti. Avrei potuto far qualcosa io? Forse si. O forse no. Ultimamente non ci frequentavamo più, si sa com’è, le cose della vita ci portano a percorrere strade diverse.

Quando mi hanno telefonato per darmi la notizia sono corsa subito a casa sua. Mi sono seduta sul muretto e ho fumato. Non fumavo da 3 anni e mezzo, però ci stava. Avrei voluto dargli tanti di quei pugni in faccia!!

Ho preso invece il cellulare e ho scritto un messaggio su WhatApp a mia madre:

“Suicidarsi a 26 anni perch non reggi il peso della cattiveria della gente che sa solo giudicare. Perchè ancora nel 2014 essere omosessuale è considerato una perversione, una malattia…perchè lo stato non tutela le minoranze, perchè tutto questo per un ragazzo fragile è troppo. Per esser se stessi ci vuole coraggio. M. non ne ha avuto. Io sono coraggiosa invece, fiera di me, di ciò che sono e di ciò che costruisco ogni giorno. Io voglio essere felice. Io sarò felice anche per lui. Pazienza per chi non capisce, per chi storce il naso, per chi addita. Io sono Io. E fanculo se a qualcuno non piaccio. Io sono io, in tutto quello che sono. E non importa chi amo, come mi pettino e cosa mangio. Io sono io. Ti voglio bene. Non lo dico mai, anche in questo sono io: non so dirlo, non so dimostrarlo.”

Era doveroso farlo. Non voglio nascondermi. Che nessuno debba sentirsi solo. Che nessuno possa pensare di esser sbagliato. Conoscendo mia madre mi aspettavo musi lunghi e lunghi silenzi. Non c’ stato nulla di tutto questo. Non un sms, non una parola. E’ solo un po’ più sorridente e gentile (con me) del solito. Mi viene il dubbio che non abbia capito, anche se il messaggio mi pare non dia adito a fraintendimenti.

Ho inviato poi un twitt a Matteo Renzi comunicandogli che M. si  è suicidato e ringraziandolo per quello che non fa per la comunità LGBTQ. Viviamo in un Paese strano. I diritti civili sono una priorità della nostra Italia. E’ necessario darsi una mossa e lavorare perchè si spazzi via il pregiudizio.

E io voglio fare la mia parte. Ci vediamo fuori.

CARTOLINA-WEB-1-680x365

 

Read Full Post »

Sono passati tre anni da quando ci siamo conosciute. Tutto è nato su un forum di omosessuali credenti di cui non metto il link perchè non voglio pubblicizzarlo, non condividendone più lo stile. Ci scambiavamo centinaia di messaggi in chat. Poi ci siamo incontrare il 26 marzo a Palermo. Era un giorno piovoso e freddo. Molto freddo. Vera era tesissima. Ero la prima donna omosessuale che incontrava e, soprattutto, che la corteggiava. Abbiamo vagato per le vie di Palermo, infreddolite. Abbiamo pranzato a ‘ Le terrazze di Cavour’ e lei non ha permesso che pagassi io ( che mi ero fatta prestare i soldi da mio fratello per l’occasione!). Poi siamo state a Villa Giulia, il posto meno adatto per una passeggiata romantica con 6 gradi di temperatura. Ho cercato di strapparle un bacio, ma senza successo XD

Tre anni belli, anche se non facili. Tre anni importanti, di consapevolezza. Tre anni in cui abbiamo costruito ( o cercato di costruire). Abbiamo cercato di metter basi solide. Abbiamo un rapporto molto intimo, di condivisione profonda. C’è tanta sintonia. E’ un rapporto che posso definire maturo.

Oggi mi è tornata in mente la prima canzone che le ho dedicato…e la condivido con voi.

 

Buongiorno bambina
il sole ti guarda ormai
non hai più paura
restare sola vuoi
per il momento
stai ancora sognando ma
oh dolce bambina
ti muovi nel mondo ormai
e tu come me
non sai che ci sarà
oltre quel muro
ma con la voglia nel cuore che tu hai
cerchi la vita oltre l’azzurro di quel cielo
e sai che non è ancora finita
camminerai lungo le strade aperte di una vita
appena cominciata
e anche se tu avrai la testa confusa
non dovrai più fermarti così
continuerai fino alla morte
a cercar di trovare la tua dolce vita
incontrerai mille problemi ma qualcosa nell’aria
ti farà sperare
sempre di più con gli occhi immersi nel vento
tu capirai che questa vita non mente
buongiorno bambina
è un nuovo giorno ormai
ma tu come prima
tu non ti fermi vai
per la tua strada
senza alcuna paura come me

…e un giorno…un giorno…spero di poterla sposare…perchè è davvero una donna eccezionale. Le mie amiche dicono: ‘ Per star con te…deve esserlo per forza. Ci vuole tanta forza di volontà XD ‘

Scusate la mielitudine…ma oggi ci sta!

Read Full Post »

Spesso mi è capitato, mi capita di sentir dire che gli omosessuali siano fissati col sesso. Come se gli etero non lo facessero. Come se il sesso fosse per noi ( solo per noi) chiodo fisso.

Qualche giorno fa, andando in un famoso negozio di articoli per lo sport, io e Vera siamo rimaste folgorate da un affarino e ci siamo dette che sarà il nostro prossimo acquisto: una rete per il tennistavolo che non ha bisogno di ganci ( e quindi di un tavolo che posso accoglierli!)! A noi è sembrata una figata, e ci siamo immaginate sfatte dopo un torneo all’ultima pallina, al tavolo della nostra cucina. A parte il televisore, non c’è altro che potremmo rompere (tra l’altro è già rotto di suo).

A volte giochiamo a FORZA 4. A volte ci divertiamo a cantare vecchie canzoni. Vera inventa le parole. Io le so tutte. E se si convincesse a portare la sua chitarra qui a casa, potremmo fare sul serio. Forse il vicinato non ne sarà felice…ma poco importa.

Cosa? Il sesso…ah si, giusto. Siamo una coppia  normalissima. Ci ‘becchiamo’ come tutte le coppie. Ci ‘scorniamo’ come tutte le coppie. E’ innegabile che ci sia la fisicità. Ovvio, altrimenti saremmo amiche. ( Io adoro l’odore della sua pelle…mi manda fuori di testa…)

Chi pensa solo e morbosamente  a cosa facciamo nell’intimità della nostra casa, credo, abbia qualche problema. Problemi con se stessi, con ciò che si è, con le proprie voglie e i propri desideri.

E mentre qualcuno si ostina a sbirciare dal buco della serratura delle nostre camere da letto, noi veniamo sempre più fuori e scriviamo piccoli pezzetti di storia.

A scrivere pezzetti di storia siamo io e Vera che, nel quotidiano, cerchiamo di far capire ai nostri amici che non siamo poi così strane. Ci sono Alessandra Brogno e Francesca Vecchioni che, grazie alla loro visibilità, entrano nelle case della gente con discrezione ma con fermezza.  Ci sono Francesca e Maria Silvia che, oltre ad aver avuto il coraggio di fare quattro figli, hanno fondato una casa editrice LO STAMPATELLO per bambini e trattano con loro e per loro, anche argomenti che le altre case editrici hanno paura di trattare. E poi ci sono ancora Ingrid e Lorenza, con il loro progetto LEI DISSE SI, e ancora MELADAILABRIANZA, DIARIO DI UNA LESBICA ( pagina fb)…e ancora la famiglia La Delfa Hoedts, Le cose cambiano

Lsb web serie, re(l)azioni a catena.

Potrei continuare all’infinito. Chi pensa di tenerci chiusi in camera da letto ha proprio sbagliato. Noi siamo fuori!

Read Full Post »

Eccoci qua, come ogni anno a rispettare il rito dei buoni propositi. Intanto voglio condividere con tutti voi che dei nove propositi dell’anno 2013 ne ho realizzati 6. Posso quindi ritenermi soddisfatta.

Avevo deciso di non fare buoni propositi per il 2014, ma non resisto, è più forte di me.

1) Non smettere di Reinventarmi

2) Imparare ad apprezzare Vera sempre, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti

3) Innamorarmi ogni giorno di Vera, e vederla come la prima volta…

Non voglio fare altri propositi. Questi mi bastano.

 

Read Full Post »

Succede sempre così. Dopo aver fatto l’amore mi chiedo sempre la stessa cosa. L’altro giorno ho avuto il coraggio di parlarne con Vera che, ovviamente, mi ha preso per scema.

E’ più forte di me eppure dovrei non pensarci, dovrebbe non essere un problema mio, forse, in realtà dovrei saperlo, in qualche modo, eppure me lo chiedo sempre.

La domanda è: come fanno sesso le lesbiche?

Me lo chiedo sempre, cerco di immaginare che ne so, coppie famose, eppure non ho idea di come lo facciano. Lo fanno come lo faccio io o lo fanno in modo diverso?

E’ una curiosità perversa la mia? Non so. Quando Vera mi dice che mi fisso su certe cose le rispondo semplicemente:’Amore…ma io..sono una donna!’ come a giustificare le mie paturnie.

Ora il punto è: come risolvere il mio quesito? Qualche coppia vuole spiegarmi come fa sesso e ogni quanto?

Potete lasciare un commento qui sotto. Grazie.

Read Full Post »

Non so’ come sia successo, ma un giorno mi sono ritrovata sulla pagina fb di Viviana Bruno Meladailabrianza (che sarà mia ospite in questo spazio a breve)

E dopo averle richiesto ‘l’amicizia’ mi sono imbattuta in un contest organizzato da loro, da questo movimento di cuori liberi appunto della Brianza.

Il contest chiedeva di ‘metterci la faccia’. Io non l’avevo mai fatto. Ma dentro di me una spinta. Ho deciso di partecipare senza neanche confrontarmi con Vera.

Ci metto la faccia perchè…per due giorni mi sono chiesta cosa scrivere nel mio bel foglio A4. Mi sono chiesta quale fosse la mia motivazione vera.

 

 

Dopo aver pubblicato sulla pagina dell’evento questa foto, ho scritto questa lettera ai miei genitori.

Sono sempre stata una frana con i sentimenti, lo sapete. Sembro un orso, non amo il contatto fisico, e non son capace a parlare dei miei sentimenti, soprattutto con voi.

So parlare davanti a duemila persone, parlo davanti alle telecamere e i giornalisti hanno fatto a gara per intervistarmi. Ma non so parlare con voi. Siete, come dice Venditti ‘ una montagna troppo alta da scalare’ e non so neanche il perchè.

Oggi ho bisogno di parlarvi, di scrivervi. Più volte ho provato a toccare l’argomento, ma ogni volta mi viene il groppo in gola. Eppure è di cose belle che voglio parlarvi!

L’ho sempre saputo. Ho sempre saputo di esser diversa da voi. Ho sempre saputo di esser lontana anni luce da M. o da te mamma, o da C.

Ho vissuto tanti anni nel dolore. Ero diversa dalle persone che più amo. Ma diversa perchè? Diversa in cosa?

Ero diversa. Punto.

Poi ho capito e non è stato facile per me dirmelo. Forse è stato più difficile dirlo a me stessa che oggi a voi.

Pensavo che essere omosessuali significasse esser cattive persone, che si comportano male con se stesse e con gli altri. Ho dovuto lottare contro il pregiudizio che c’era in me.

Io sono omosessuale e lo sono sempre stata. Non ci sono spiegazioni, motivazioni, colpe. Sono così.

E lo so che lo sapete. Non siete mica stupidi. Anche voi avete sempre saputo che sono diversa dalle mie sorelle. E sapete bene che tra me e Vera non c’è semplice amicizia.

Tecnicamente non servono spiegazioni. In fondo le mie sorelle non vi hanno mai comunicato la loro eterosessualità. Era così e basta.

Io però sento il bisogno di dirvelo perchè non ce la faccio più a sentirmi scissa, tagliata in due. A volte mi sento schizofrenica, con una doppia vita: da un lato la giovane un poco sfigata che non ha il fidanzato e che nessuno si fila, dall’altro lato la giovane seria e innamorata che sta cercando, con le unghie e con i denti, di costruirsi una vita con la persona che ama.

È durissima questa vita, perchè oltre a quello che vivono tutte le persone (lavoro, salute ecc) devo vivere col terrore che voi possiate amarmi di meno perchè non sono etero.

Questa è la cosa che più mi fa soffrire. Io invece vi vorrei fieri di me, non solo perchè mi sono laureata, non solo perchè convivo con la mia malattia e cerco di farlo al meglio, non solo perchè lavoro e mi do da fare come posso per sbarcare il lunario, non solo perchè sono brava con un microfono in mano: vorrei foste fieri di me perchè sono una donna retta, che sta in piedi da sola e che sta cercando di costruirsi una vita serena e sana in un mondo tanto duro.

Non desidero null’altro da voi se non essere accettata per come sono: lesbica e scassascatole.

Ecco…questo è che quello che vi scriverò…quando lo farò….entro dicembre 2014

Read Full Post »

Older Posts »