Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2016

Da qualche anno ormai con Vera desideriamo una vita più easy. Una vita a contatto con la natura. Una vita vera, senza il traffico delle automobili, il ronzio dei lampioni, i centri commerciali, gli ortaggi e la frutta pieni di pesticidi.

Sogniamo un cambiamento, poi però la vita ci piega e per un poco ce ne dimentichiamo. Ma solo per un poco, perché la nostra strada, lo sappiamo, è quella della Decrescita.

Da quasi un anno non ho un lavoro, dove per lavoro intendo una prestazione che abbia in cambio una retribuzione monetaria. Non perché non ci sia lavoro. Di quello ce n’è in abbondanza. Semplicemente mi sono letteralmente rotta di lavorare 14 ore al giorno, 6 su 7, per 600 euro al mese, in nero. Chi mi sta accanto dice che sono pazza, che visti i tempi bisogna accettare tutto. Ma io sono stanca di vedere i datori di lavoro fare lusso e lamentarsi che non ci possono pagare.

Non sono stati mesi facili. A dicembre ho deciso che non potevo stare ‘ferma’ e ho iniziato a dare ripetizioni ad una diciottenne scapestrata. GRATIS.

Questo atto di gratuità ha portato tantissime cose interessanti. Ho conosciuto la sua mamma che mi ha insegnato a riconoscere tante piante spontanee che in questi mesi hanno rappresentato una buona parte dei miei pasti. Poi ho conosciuto il compagno della mamma. Un agricoltore del paese squattrinato e pieno di problemi di salute. Un giorno, un po’ per scherzo e un po’ no, gli ho detto che mi sarebbe piaciuto imparare i segreti dell’orto e lui, pensando appunto ad una frase buttata li, mi ha detto: “ Soldi non ne ho per pagare un dipendente, ma se vuoi venire a darmi una mano, quando vuoi, senza impegno, sei la benvenuta e quello che c’è, è pure tuo. Puoi prendere ciò che ti serve”.

Io ero felicissima di questa cosa e dopo qualche giorno mi sono presentata, con tanto di cappellino e guanti da lavoro.

Da allora la mia vita si è come trasformata. Non riesco a star lontana da quell’orto! Ho un bisogno fisiologico di contatto con la terra. E non è l’entusiasmo del momento, perché il lavoro è pesante, mi spacco letteralmente la schiena.

Porto a casa ogni prelibatezza stagionale, dalle ciliegie ai fiori della zucchina, all’olio o vino. Non stiamo li a quantificare, a dire ‘ hai lavorato tot e ti do tot’. Prendo ciò che mi serve e quando decide di sua sponte di riempirmi il cestino della bici, porto a casa molto molto molto più di quello che prenderei io e che mi serve.

Le giornate nell’orto scorrono veloci, semplici. Ho riflettuto sul fatto che nell’ultimo anno ho autoprodotto molto poco. Diciamoci la verità: entrare al supermercato e comprare tutto pronto è comodo. Ma noi non siamo per le cose comode. Noi siamo per le cose vere, buone e genuine.

Ho tirato fuori il libro “ Scappo dalla città” di Grazia Cacciola e sto ritrovando le mie motivazioni per decrescere sempre di più e per ri-focalizzare l’attenzione sulla nostra vita fuori dalle mura della città.

Annunci

Read Full Post »

 

Oggi mi sono data alle grandi pulizie. Ultimamente sono diventata più ordinata, per la gioia della mia Vera. Come sempre la musica mi fa compagnia. Non so perchè, ma capita spesso di ascoltare dei brani, pensare a lei e commuovermi.

Penso a questi anni trascorsi insieme. Penso alla prima volta che ci siamo incrociate sul web e a quante cose sono accadute da allora.

Siamo cresciute insieme, tra sorrisi, solletico, esperimenti culinari, lacrime, liti e un paio di birre.

Lei, la donna dalle mille gaffes. Io sempre scapestrata. Entrambe con i piedi saldi per terra e la testa per aria.

Lei dolce e forte allo stesso tempo. Io sempre curiosa, che non sto mai ferma.

Lei silenziosa. Io che parlo parlo parlo.

La guardo a volte, mentre dorme. Penso a quanto sia bella. Di una bellezza pura e disarmante. Acqua e sapone. La guardo e mi batte forte il cuore. La guardo e non vorrei essere in altro posto che li, accanto a lei.

Read Full Post »