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Archive for settembre 2015

barcollo ma non mollo

Sono due settimane che cerco di scrivere qualche riga, ma proprio non riesco. È il post più difficile da scrivere.
Quello che sto per condividere con voi fa un sacco di male dentro di me. Per questo non riesco a tirar fuori le parole.
Ho perso il lavoro. Sono stata licenziata senza ma e senza se, da un datore di lavoro, mio cognato, senza nessuna professionalità, senza un briciolo di idea di cosa sia una cucina, profondamente ignorante e ottuso. Per 3 mesi ho stretto i denti, ho cercato di assecondarlo nei suoi folli deliri culinari, inventandomi le ricette visto che, nella sua logica, costa troppo fare la spesa.
Dopo 15 gg, l’avrei mandato a quel paese. Non l’ho fatto perchè quei maledetti soldi mi servivano per poter vivere con la mia Vera. Lui voleva uno chef completo, con i tempi di un fast food, che cucinasse con niente (quindi anche illusionista), un lavapiatti e un’impresa di pulizie al completo, tutto in un unico elemento,  ad un prezzo da fame. Mi sono fatta il culo dentro quella cucina, ma lui, bestia qual è, mi ha licenziata senza neanche avere il coraggio di guardarmi in faccia. Perchè mi ha licenziata? Quando un incompetente si trova davanti una persona che sa fare il suo lavoro si trova spiazzato ed essendo un emerito ignorante ( non solo in fatto di cucina) licenzia perchè non sa confrontarsi, non riesce a fidarsi di chi ne sa più di lui. Che dire, da uno che ti dice che la sua mamma cucina meglio, non c’è da aspettarsi niente di buono.

Se mi avesse licenziata una persona seria, del settore, con esperienza e professionalità, mi sarei fatta due domande sul mio modo di lavorare, ma con lui, con i suoi modi da uomo delle caverne, non ho nulla da rimproverarmi.

La cosa che mi ha ferito è che lui sapeva bene cosa significava licenziamento.
Ho dovuto lasciare la casa e tornare al mio paese perchè con i soli soldi di Vera non riuscivamo a coprire le spese vive della casa.
E ora mi trovo al punto di partenza, con Vera troppo lontanto da me e senza lavoro.

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