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Archive for gennaio 2015

Il giorno di natale 2014 Vera ha scritto una lettera a suo fratello e a sua cognata, e desidera condividerla con tutti noi.

Facciamone tesoro.

Quest’anno vi faccio un regalo di coppia, anzi, insieme a voi lo faccio me lo faccio anch’io. Vi metto al corrente di un periodo della mia vita a voi sconosciuto.
Potreste chiedervi perché lo sto facendo e magari, alla fine di questa lettera, pensare che certe cose è meglio non dirle, far finta di niente e andare avanti…mettendo tutto sotto una coperta per nascondere.
Penso invece che la coperta più che nascondere, soffochi. Soffoca la voglia di libertà e di verità che ho scoperto avere grazie al mio percorso di analisi con una psicoterapeutica durato 4 anni.
Ho affrontato una depressione con la sola forza della verità, ho lottato contro le mie paure e attacchi di panico con la sola forza della fiducia nella vita; ho avuto il coraggio di uscire da sotto la coperta perché ho una sola vita che voglio e devo vivere ‘per onestà verso di essa’ senza compromessi. Così mi sono presa per mano e mi sono detta quello che non volevo dirmi da sempre cioè che sono omosessuale. Adesso mi sento parte anche io di questo mondo che troppo spesso esclude chi non rientra nei canoni, chi è diverso.
Non mi sento diversa, anzi a dir la verità lotto contra questa sensazione che so essere frutto di un silenzioso giudizio sociale. Diversa da chi? Non ho forse sentimenti anch’io come tutti? Non lavoro anch’io per mangiare? Non studio anch’io per migliorarmi? La diversità allora cos’è? È solo l’effetto dell’ignoranza che gira attorno alla mia vita e a quella di tanti altri ragazzi/e ed anche adulti.
Altre persone dovrebbero avere lo stesso atteggiamento almeno per il ruolo che hanno; penso a mia madre che invece non accetta, probabilmente i suoi tempi non sono i miei e comunque non posso costringerla, penso a mio padre che non sa e che non so come potrebbe reagire qualora glielo dicessi; penso alle istituzioni che non muovono un dito; penso alla chiesa che, nonostante le recenti aperture, ci vede sempre qualcosa di anormale; penso alla gente comune che non fa altro che divertirsi con battute e pettegolezzi distruggendo quanto di più sacro e di intimo possa avere una persona e cioè ‘la dignità di uomo’. Troppi morti, troppe ferite…vivere è altro!
Il quotidiano di una persona omosessuale è normalissimo. Colazione la mattina, doccia, lavoro, nipotine, sogni, sorrisi, speranze, gioia, difficoltà. I miei difetti semmai sono altri e penso che voi li conosciate meglio di me.
È arrivato il momento di parlarvene perché per me c’è sempre un momento giusto da attendere per fare le cose. Alla psicologa dicevo che desideravo tanto che voi lo sapeste come coppia, anzi come famiglia ma le bambine sono piccole e certo non posso interferire nella loro vita come un carrarmato, però non vi nascondo che sogno un mondo a colori dove si possa guardare l’altro, oltre l’apparenza e questo mondo può nascere solo se lo vogliamo, se ci impegniamo per costruirlo. La vita è vita solo se la si lascia scorrere senza barriere, se le si lascia fare il suo percorso, fluidamente. Se da bambina non mi avessero detto o fatto capire che essere omosessuale è una cosa brutta io non avrei mai avuto paura di me stessa e non avrei sofferto così come invece è stato. Ma non voglio annoiarvi, adesso è tutto finito.
Penso che l’amore sia per tutti. Non puoi selezionarlo, sceglierlo…è la cosa più naturale che ci sia. Ed io sono anche innamorata e a questo punto è facile capire di chi: EMMA!
Ecco perché è arrivato il momento di parlarvi, perché ho già vissuto la clandestinità per troppo tempo, perché quando parto, il non detto mi fa stare male….
Come tutti sogno una vita normale con la mia compagna, fatta di casa, lavoro e cose di famiglia. So che ci vuole tempo per realizzare i sogni e perciò e perciò intanto parto da qui…così come so che adesso tocca a voi prendervi il tempo per pensare a quanto vi ho detto. Sono qui…fatemi un fischio. Vera.

E la risposta di suo fratello e cognata non ha tardato ad arrivare tramite un messaggio su whatsApp:
Hai perso solo del tempo prezioso non parlandone con noi, da parte nostra avresti ricevuto solo appoggio e avremmo compreso la cosa come abbiamo fatto stamattina.
Abbiamo pianto insieme solo perché abbiamo pensato a quanta sofferenza ti sei portata dentro per tutto questo tempo. Per noi adesso sei Vera, prima era difficile comprenderti, ma da oggi non abbiamo dubbi. Ti vogliamo bene forse più di prima perché adesso riusciamo a capire tutti i momenti bui che ti si leggevano in viso. F&V

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Tutto ebbe inizio cosi’: “Amore! Alla multisala Iris di Messina ci sara’ LEI DISSE SI…”

Dopo aver pronunciato quella frase mi aspettavo parole vaghe e poi un – lasciamo perdere – e invece!

Io e Vera abbiamo deciso di andare a vedere il film e a conoscere di persona le protagoniste Ingrid Lamminpaa e Lorenza Soldani e la regista Maria Pecchioli. Per poter partecipare a questo evento ho dovuto chiedere il giorno libero a lavoro (no, niente ferie, giorno NON PAGATO), abbiamo affittato una macchina e comprato il biglietto on line.

Durante il pranzo, prima di partire per Messina, mi viene un’idea: ” Perche’ non portiamo dei cannoli siciliani alle ragazze?”. Vera mi dice che e’ un’idea carina, ma subito mi pento. Per me, “le ragazze”, sono un po’ come di famiglia ma loro neanche mi conoscono quindi mi sembra fuori luogo. Vera insiste. E’ una cosa carina. Prima di partire, quindi, passiamo nella miglior pasticceria del paese e compriamo tre cannoli.

Non posso nasconderlo. Ero elettrizzata.

Siamo arrivate a Messina con largo anticipo, poiche’ Vera non era mai stata in questa citta’ e abbiamo fatto un piccolo tour. Intorno alle 20, mi scappa la pipi’ e propongo a Vera di andare direttamente al cinema.

Appena arrivate, Vera mi dice, guardando verso la Hall : ” Ma sono loro?”. Sbircio e..si, sono loro. Entriamo e ci ritroviamo davanti tre ragazzotte, di una semplicita’ disarmante che ci mettono subito a nostro agio.

Abbiamo chiacchierato, abbiamo riso. Poi abbiamo visto il film e ci siamo emozionate. E poi il dibattito….e poi…abbiamo cenato insieme. Nel poco tempo trascorso insieme credo di aver intravisto nei loro occhi, semplicita’, normalita’ e questo mi ha fatto tanto piacere. Sia io che Vera ci siamo trovate profondamente a nostro agio e questa cosa, se per me e’ piu’ scontata, per Vera non lo e’ per nulla.

In genere quando ci si sposa, si invitano gli amici a vedere il filmino del matrimonio…loro, a distanza di due anni, invitano ancora tutti noi a condividere un progetto. Il loro matrimonio non e’ semplicemente una tappa importante per il loro amore…e’ una rivoluzione travolgente per tutti noi. Ingrid e Lorenza ci mettono la faccia e vogliono che il loro matrimonio sia riconosciuto. Per se stesse e per tutti noi. Perche’ due persone che si amano e che condividono la loro vita, nella buona e nella cattiva sorte, hanno diritto a delle tutele legali, a prescindere dal fatto che siano un uomo e una donna, due uomini o due donne.

Durante il dibattito, mentre si parlava di metterci la faccia, Ingrid raccontava che a volte, alla fine della proiezione qualcuno dice loro: ” siete le prime lesbiche che conosco” e lei ha subito aggiunto che non e’ vero, solo che molte persone non lo dicono. Questa cosa ha iniziato a rodermi dentro, perche’ qualche sera fa, durante una cena con un gruppo di ragazze vegane, e’ venuto fuori che due di loro, quando vedono due uomini o due donne che si baciano, si sentono in imbarazzo, abbassano lo sguardo. Non ne sono infastidite, ma non conoscendo persone omosessuali, si sentono a disagio.

Quindi ieri ho deciso di fare coming out. Mentre parlavamo su WhatsApp, ho detto loro che ero stata a Messina, cosa avevo fatto e con chi. La loro risposta? Vedendo una foto di me e Vera hanno detto che quando sono con lei sembro davvero felice e rilassata.

A volte ci creiamo problemi che non esistono.

Oggi provo un senso di profonda gratitudine nei confronti di Ingrid e Lorenza, di Maria che, con loro, ha avuto questa folle idea del film documentario. Se oggi sono una persona piu’ libera e’ anche grazie a loro.

Cosa? Non avete ancora visto LEI DISSE SI? Malissssssimo! Andate su http://www.leidissesi.net e trovata la tappa piu’ vicina alla vostra citta’. FATELO. SUBTO.

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