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Archive for luglio 2014

Aveva 26 anni e due occhi blu. Era un frocetto di paese, sempre preso di mira in modo sottile, cattivo. Lui era un buono, subiva in silenzio.

L’altro ieri, con una lucidità disarmante,   è andato all’emporio a comprare 3 metri di corda e si  è suicidato.

Tanti si chiedono perchè un gesto così ‘forte’. La risposta è andata via con lui. Di certo era stanco ed era tanto solo e nascondeva dietro al suo sorriso, un sorriso che non l’abbandonava mai, il suo dolore.

E’ partito, lasciandoci sgomenti. Avrei potuto far qualcosa io? Forse si. O forse no. Ultimamente non ci frequentavamo più, si sa com’è, le cose della vita ci portano a percorrere strade diverse.

Quando mi hanno telefonato per darmi la notizia sono corsa subito a casa sua. Mi sono seduta sul muretto e ho fumato. Non fumavo da 3 anni e mezzo, però ci stava. Avrei voluto dargli tanti di quei pugni in faccia!!

Ho preso invece il cellulare e ho scritto un messaggio su WhatApp a mia madre:

“Suicidarsi a 26 anni perch non reggi il peso della cattiveria della gente che sa solo giudicare. Perchè ancora nel 2014 essere omosessuale è considerato una perversione, una malattia…perchè lo stato non tutela le minoranze, perchè tutto questo per un ragazzo fragile è troppo. Per esser se stessi ci vuole coraggio. M. non ne ha avuto. Io sono coraggiosa invece, fiera di me, di ciò che sono e di ciò che costruisco ogni giorno. Io voglio essere felice. Io sarò felice anche per lui. Pazienza per chi non capisce, per chi storce il naso, per chi addita. Io sono Io. E fanculo se a qualcuno non piaccio. Io sono io, in tutto quello che sono. E non importa chi amo, come mi pettino e cosa mangio. Io sono io. Ti voglio bene. Non lo dico mai, anche in questo sono io: non so dirlo, non so dimostrarlo.”

Era doveroso farlo. Non voglio nascondermi. Che nessuno debba sentirsi solo. Che nessuno possa pensare di esser sbagliato. Conoscendo mia madre mi aspettavo musi lunghi e lunghi silenzi. Non c’ stato nulla di tutto questo. Non un sms, non una parola. E’ solo un po’ più sorridente e gentile (con me) del solito. Mi viene il dubbio che non abbia capito, anche se il messaggio mi pare non dia adito a fraintendimenti.

Ho inviato poi un twitt a Matteo Renzi comunicandogli che M. si  è suicidato e ringraziandolo per quello che non fa per la comunità LGBTQ. Viviamo in un Paese strano. I diritti civili sono una priorità della nostra Italia. E’ necessario darsi una mossa e lavorare perchè si spazzi via il pregiudizio.

E io voglio fare la mia parte. Ci vediamo fuori.

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