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Archive for 27 giugno 2012

In questi giorni, non so perchè, mi torna in mente il passato. Un passato ormai passato, ma che mi fa sempre ‘tremare’, mi mette a volte angoscia.

Da bambina guardavo le mie compagnette e mi sentivo diversa da loro. Proprio non le capivo. Erano ‘strane’. Crescendo, guardavo le mie compagne di scuola e…anche loro strane. Mi sembravano ‘banali’. Le mie amiche avevano il fidanzato, a me piaceva giocare a pallone, ma in qualche modo cercavo di adeguarmie mi facevo piacere ora tizio ora caio per non sentirmi troppo diversa.

La sera, quando andavo a dormire, sognavo di baciare però questa o quella ragazza. Erano sogni, desideri, sensazioni che mi facevano stare bene. Mi rilassavano e dormivo serena.   Avevo qualche fidanzatino, ma per me era più angoscia che altro. Ogni approccio fisico mi lasciava sempre insoddisfatta. Concedermi ad un uomo mi faceva sentire violentata. Quindi evitavo.

Quando all’università conobbi P. la mia vita cambio. Non pensai neanche per un attimo di cucirmi addosso un’etichetta. Non pensavo: sono lesbica. Io mi ero innamorata, per la prima volta. Per la prima volta mi sentivo felice. FELICE. Era amore, e a me questo bastava.

Ne parlavo con le altre colleghe/amiche con semplicità, perchè semplice era quello che provavo. Fin quando… la mia guida spirituale mi disse che era peccato. Ecco cos’ha sporcato la bellezza di ciò che vivevo. Lasciai P. credendo davvero che fosse la cosa giusta. In realtà adesso P. è sposata…quindi forse è stata comunque la cosa giusta.

Misi da parte l’AMORE, e cercai di omologarmi, di standardizzare i sentimenti. Col tempo il ricordo di un amore travolgente lasciò posto solo all’idea di un amore noioso e non appagante per gli uomini.

Quando vidi M. per la prima volta ne rimasi colpita. Una ragazza bellissima. Ma non si poteva. Non si doveva. Ma era una calamita…

Tre anni di sensi di colpa. Di dolore. Poi la storia finì e comunque fu un bene.

Poi arrivò N. e grazie a lei…oggi sono ciò che sono. Da un lato mi dicevo che non potevo, non volevo. Ma dall’altro lato ero già perdutamente innamorata.

Ed eccomi oggi con Vera. Oggi sono una donna libera ( o quasi). Ma quanto dolore!! Quanti anni di lacrime. Ho combattuto con me stessa per circa 15 anni. Ma non ci si può nascondere dietro ad un dito. Non puoi rinnegare ciò che sei, ed essere una persona equilibrata e felice.

Vorrei che nessuno vivesse quello che ho vissuto io. Per questo scrivo e scrivo ancora.

Scrivo per te che ti sei imbattut* impaurit* in questo blog, cercando come un ladro la parola gay, lesbica, transessuale, bisessuale.

Non sei sol*.

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