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Archive for giugno 2012

In questi giorni, non so perchè, mi torna in mente il passato. Un passato ormai passato, ma che mi fa sempre ‘tremare’, mi mette a volte angoscia.

Da bambina guardavo le mie compagnette e mi sentivo diversa da loro. Proprio non le capivo. Erano ‘strane’. Crescendo, guardavo le mie compagne di scuola e…anche loro strane. Mi sembravano ‘banali’. Le mie amiche avevano il fidanzato, a me piaceva giocare a pallone, ma in qualche modo cercavo di adeguarmie mi facevo piacere ora tizio ora caio per non sentirmi troppo diversa.

La sera, quando andavo a dormire, sognavo di baciare però questa o quella ragazza. Erano sogni, desideri, sensazioni che mi facevano stare bene. Mi rilassavano e dormivo serena.   Avevo qualche fidanzatino, ma per me era più angoscia che altro. Ogni approccio fisico mi lasciava sempre insoddisfatta. Concedermi ad un uomo mi faceva sentire violentata. Quindi evitavo.

Quando all’università conobbi P. la mia vita cambio. Non pensai neanche per un attimo di cucirmi addosso un’etichetta. Non pensavo: sono lesbica. Io mi ero innamorata, per la prima volta. Per la prima volta mi sentivo felice. FELICE. Era amore, e a me questo bastava.

Ne parlavo con le altre colleghe/amiche con semplicità, perchè semplice era quello che provavo. Fin quando… la mia guida spirituale mi disse che era peccato. Ecco cos’ha sporcato la bellezza di ciò che vivevo. Lasciai P. credendo davvero che fosse la cosa giusta. In realtà adesso P. è sposata…quindi forse è stata comunque la cosa giusta.

Misi da parte l’AMORE, e cercai di omologarmi, di standardizzare i sentimenti. Col tempo il ricordo di un amore travolgente lasciò posto solo all’idea di un amore noioso e non appagante per gli uomini.

Quando vidi M. per la prima volta ne rimasi colpita. Una ragazza bellissima. Ma non si poteva. Non si doveva. Ma era una calamita…

Tre anni di sensi di colpa. Di dolore. Poi la storia finì e comunque fu un bene.

Poi arrivò N. e grazie a lei…oggi sono ciò che sono. Da un lato mi dicevo che non potevo, non volevo. Ma dall’altro lato ero già perdutamente innamorata.

Ed eccomi oggi con Vera. Oggi sono una donna libera ( o quasi). Ma quanto dolore!! Quanti anni di lacrime. Ho combattuto con me stessa per circa 15 anni. Ma non ci si può nascondere dietro ad un dito. Non puoi rinnegare ciò che sei, ed essere una persona equilibrata e felice.

Vorrei che nessuno vivesse quello che ho vissuto io. Per questo scrivo e scrivo ancora.

Scrivo per te che ti sei imbattut* impaurit* in questo blog, cercando come un ladro la parola gay, lesbica, transessuale, bisessuale.

Non sei sol*.

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Io e Vera siamo frequentatrici assidue di librerie (ma questo lo sapete già) . Da quando ci conosciamo, faceva sempre riferimento ad un libro che voleva leggere  ma di cui non ricordava il titolo. Ricordava solo una vaga copertina. A distanza di tempo, sempre nei nostri giri in libreria, l’ha trovato e abbiamo iniziato a sfogliarlo, sedute sulle poltrone comodose.

Ho deciso di comprarlo, perchè mi appassionava. Lei invece, dopo aver letto qualche riga, capisce che non le piace.

L’ho letto due volte e ogni volta mi sono commossa ed emozionata. Ci sono frasi così forti, così belle, così vere, che non capisco come un libro cosiì a tematica lesbo, sia stato scritto da un uomo!

Il libro parte piano, a piccoli passi…poi si trasforma in forza, in desiderio, in voglia di vivere. Il finale mi ha un po’ delusa. E’ come se l’autore avesse esaurito tutta la sua energia nelle parti precedenti e avesse fretta di finire di scrivere. Troppo spicciolo. Avrei voluto leggere qualcosa in più.

Invito tutti a leggerlo. Merita. Che siate etero, omosessuali o quello che volete. Leggetelo. E’ capace di far provare forti emozioni.

Cosa?

Uh giusto!!! Non vi ho detto il titolo: LE MILLE BOCCHE DELLA NOSTRA SETE di Guido Conti.

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M. è un bambino di 9 anni. Biondo, occhi azzurri. Nove anni ma dal fisico sembra ne abbia almeno 11. M. ha un ritardo mentale profondo. Non parla, non sta in piedi, porta il pannolino, gattona alla velocità della luce. Non parla, non ha alcun tipo di autonomia, ma con i suoi occhi ti apre al suo mondo. Ho trascorso con lui un intero pomeriggio. Giocava, ma aveva sempre quel viso serio, sembrava non vivesse alcuna emozione. Poi mi sono seduta a terra a giocare con lui. Lui, come un bambino si è seduto in braccio a me e ho iniziato a cantare ‘il coccodrillo come fa’…ad un certo punto, come un lampo, un gran sorriso e un battito di mani.

Grazie M.!!

Dopo i primi due esperimenti non avevo più preparato la ricotta di soia. L’altro ieri mi sono detta: ‘ Perchè no?’. Più si sperimenta e meglio vengono le cose. Si acquisisce competenza, si imparano i tempi. Sempre con il solito procedimento , ma con una variante: il tempo di riposo che permette di cagliare. Ho lasciato riposare in pentola per più di mezz’ora, e appena alzato il coperchio mi rendo conto che la scelta di temporeggiare era azzeccata. Ho tirato fuori tutti i fiocchi, ho aggiunto un altro cucchiaio di aceto di mele e ho rimesso sul fuoco. Stesso procedimento. Risultato? Due ricottine da 100 grammi cad. La prossima volta lascerò per un’ora e vediamo che succede.

 

Dopo aver seguito la puntata di Geo& dove Grazia Cacciola parla di come piantare le patate nel sacco di iuta, ho voluto provare. Mi sono armata di volontà e dell’occorrente e ho messo le mie patate germogliate sotto terra. Mettevo l’acqua con lo spruzzino, come suggerisce Grazia e aspettavo. Stavo sempre li a guardare. Sembrava non essere andato in porto questo primo esperimento fin quando un giorno mi sono spazientita e ho iniziato a mettere acqua con una bottiglia, mettendone evidentemente più di quella che mettevo con lo spruzzino. Un bel giorno…vedo spuntare le prime foglie!!!

Ogni mattina e ogni sera vado a controllare che le mie piccole stiano bene…magari non produrrò tante patate, ma questa è già una conquista per me.

E ora vi mostro due vasetti:

Un giorno chiesi a nonna come si faceva a piantare il rosmarino. Mi diede due rametti e disse: mettili nella terra e poi le annaffi. Fedele alle parole di nonna ho eseguito…ma quei due rametti si sono appassiti. Li guardavo afflitta e mi chiedevo dove avessi sbagliato. Anche qui una mattina guardo il vaso e vedo che quei due rami secchi stavano portando delle novità!!! Avevo quindi questo bel vasetto di rosmarino quando mi accorgo che sta spuntando altro senza che io l’avessi piantato: questo splendido fiore di cui ignoro il nome, del basilico e quella piantina viola (anche qui sconosco il nome). Magari non sarà bellissimo da vedere questo vaso ma io sono davvero felice!

Ed ecco qui il mio basilico, assieme ad un’erba non meglio identificata. Nonna l’ha classificata semplicemente ‘erbaccia da strappare’, ma a me piace e non da fastidio a nessuno 🙂

Per finire…vi faccio vedere cosa si vede da un angolo del mio balcone. Passo e chiudo

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Mentre vagavo sul Web qualche minuto fa mi sono imbattuta nella teoria di una tipa che sosteneva che l’AMORE esiste solo tra uomo e donna, mentre due donne o due uomini possono solo provare attrazione sessuale, che nulla ha a che fare con l’amore.

Queste teorie da premio Nobel non dovrebbero essere rilegate a piccoli blog, ma dovrebbero essere divulgate, divulgate, divulgate, con tanto di nome e cognome, in modo da poterle ridere in faccia.

L’amore è la cosa più naturale, più bella e più antica del mondo. E questa viene a spiegarci ste robe… forse non mi abituerò mai a queste affermazioni

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Eccomi qua. Perdonate l’assenza, ma la vita mi è diventata frenetica e mi assorbe tantissimo tempo.

Ho tante cose da raccontarvi e non so da dove cominicare. Comincio con Noemi…ed Annalisa. Sarò frivola…ma le rosse sono davvero belle!!!

Ok, torno seria.

Ho piantato sul mio balcone del basilico, dei fiori e del rosmarino. Però a volte mi dimentico di mettere l’acqua. Ora arriva l’estate e se non sto attenta trovo tutto stecchito! Eppure Vera è entusiasta…e mi dice:’ pianteremo altri fiori!’. Ecco spero che se ne occupi lei. -_-

Vera..la mia dolcissima Vera. Io sono sempre più innamorata. Ogni giorno questo amore cresce…ed è una cosa meravigliosa!!!!

La amo…sento dentro che la mia anima vibra…sento il desiderio di sentire l’odore della sua pelle, di perdermi nei suoi occhi. La mattina quando mi sveglio…la sera quando mi addormento…la vorrei accanto a me. La sua presenza mi da pace. La nostra vita non è rose e fiori…abbiamo tanti problemi, viviamo la precarietà come la vivono tutti…ma siamo certe che insieme saremo felici.

Ma andiamo oltre…vorrei parlarvi di D.

Io e D. eravamo amiche, di quelle che si scambiano ‘la pelle, le anime, le ossa’. Poi ad un certo punto, io ho mollato lei, il gruppo, altri amici. Avevo bisogno di trovare me stessa. Avevo bisogno di affrontare la mia affettività. Ogni volta che ci incontravamo per strada, negli ultimi 3/4 anni c’era tanto imbarazzo. Ero sfuggente. Poi l’altro giorno l’ho incontrata sul treno e abbiamo chiacchierato per due ore…

Quel giorno ho capito quanto mi mancava, e quanto fosse importante per me. Allora l’ho contattata e le ho detto che volevo parlarle. Ieri sera ci siamo viste. Mi sono commossa quando le ho detto: ‘ Mi sono resa conto di quanto mi manchi’.

Abbiamo chiacchierato per due ore. Toccando profondità come un tempo. Avevo bisogno di ridonarmi a lei, per quella che sono realmente. E ho trovato lei…con i suoi occhi semplici…quelli di sempre.

Sono tornata a casa davvero felice…

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