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Archive for agosto 2011

Elena, la mia amata compagna, e’ volata via. Sono rimasta sola con il mio dolore, immenso, senza speranza. Elena pero’, con la sua morte ha compiuto un piccolo grande miracolo che voglio, debbo raccontare.
Aveva lasciato la sua amata terra, la Sicilia, per conquistare la libertà di essere se stessa, ma ogni anno desiderava tornare, con me accanto.

http://www.gionata.org/credenti-omosessuali/testimonianze/elena-la-mia-amata-compagna-e-volata-via.html

credo che in questo caso le mie parole siano superflue…

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Amo la musica, soprattutto quella italiana perchè sono una frana con le lingue. Un giorno, mentre vagavo su youtube, ho sentito lei…e mi sono detta: NON MALE.

Penso che valga la pena conoscere Melissa Ciaramella…siciliana d’origine, trasmette una forte emozione quando canta. Ho avuto modo di intervistarla ed ora ecco qui il nostro breve scambio.

Prima però di leggere quello che mi ha raccontato, vi invito ad ascoltare una sua canzone:

http://www.youtube.com/watch?v=uYQghb5xPR0

Ed ecco le domande che ho fatto a Melissa:

1. quando inizia la tua passione per la musica?

La passione per la musica inizia con la mia balbuzie. Mi sono avvicinata per farmi del bene. Da allora non ho più smesso ne di cantare ne di studiare sempre nuovi strumenti e sperimentarmi nelle mie canzoni.

2. quando hai capito che potevi fare qualcosa di più che una serata con gli amici in spiaggia?

 L’ho capito quando nel mio viso si è stampato un sorriso enorme e mi sono detta: ecco, stare qui sopra (sul palco) mi rende felice. Da quel momento una lunga salita..

3. cosa ispira i tuoi testi?

 I miei testi parlano d’amore e non solo. Ciò che mi ispira si trova nel quotidiano, in un istante, in una occhiata. Insomma ogni cosa è fonte di ispirazione.

4. pensi di riuscire a farti conoscere al grande pubblico?

 Penso? Finchè si pensa non si agisce… Scherzi a parte. Penso che solo il duro e costante lavoro porti da qualche parte e io voglio andarci.
Da quando ho iniziato ho avuto dei piccoli e costanti successi. Insomma siamo sulla buona strada.

5. questo è il tuo lavoro o è un secondo lavoro carico di tanta passione ma di ‘giorno’ fai altro?

Questo è il mio lavoro… Lavoro e vivo di musica nelle sue varie forme.

6. dov’è possibile acquistare il tuo cd?

Il mio CD è possibile acquistarlo durante i concerti in giro per l’Italia oppure scrivendo a melissaciara@hotmail.com. Amo la vendita senza passaggi intermedi. Dal produttore al consumatore.

lascia un messaggio per chi, come te, ama cantare e vuole trasmettere emozioni con le sue canzoni.

 tutti coloro che vogliono intraprendere questa strada auguro di non perdersi mai, di non dare troppo ascolto a chi ti dice che è impossibile.
Lavoro solo duro lavoro…e prima o poi qualcosa accadrà quando meno te lo aspetti.

Ovviamente vi consiglio caldamente di acquistare il cd di Melissa…anche perchè il prezzo è davvero a portata di tutti (il che non guasta di questi tempi).

Voi lo sapete, io non sono una giornalista, né una scrittrice. Però in questo mio piccolo spazio amo ospitare persone vere, persone reali, persone normali…che vivono, sognano, amano e sperano. Credo proprio che Melissa sia una di queste persone.

Grazie Melissa per il tempo che mi hai dedicato…e grazie a voi che siete arrivati a leggere fin qua giù. Cercate Melissa su fb, cercate su youtube e ACCATTATEVI IL CD.

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Si sa, ogni tanto qualche giorno di vacanza ci sta. Quest’anno, con la mia Vera, abbiamo deciso di fare vacanze insieme. Vi dico la verità: ero terrorizzata all’idea di trascorrere una settimana con lei. Avevo mille paure: ‘ e se mi rendo conto che non la amo davvero? E se litighiamo e ci mandiamo a quel paese? E SE LEI SI RENDE CONTO DI NON AMARMI MA DI VOLERMI SOLO BENE?’…Insomma il pre vacanza è stato uno stress, ero sull’orlo di una crisi di nervi.

Siamo comunque partite per questo luogo incantato…un semplice borgo in collina…dove la sera si aveva bisogno di una bella copertina per dormire bene.

Che dire…sono stati giorni di relax, ma devo anche dire che insieme siamo ESTREMAMENTE PERICOLOSE. Abbiamo rischiato di rompere lo sportellino della macchina, quello che si apre per mettere la benzina…visto che non si apriva abbiamo tentato di scassinarlo, scoprendo poi che si apriva agevolmente dall’altro lato. Siamo andate al mare e mi sono ustionata pur stando sotto l’ombrellone. Abbiamo organizzato la vacanza in collina, per arrivarci ci sono mille curve…e la mia Vera soffre l’automobile!!!!!!!!!!! Un vero disastro! 🙂

In compenso però…ho fatto quadrato col mio cuore. Eh si…sono pazza di lei, di questa splendida donna. Sono partita con tanti dubbi e sono tornata stracotta. Lei è un concentrato di testardaggine e dolcezza. Le sue curve mi mozzano il fiato, i suoi occhi mi fanno sciogliere, la sua intelligenza mi rinfranca l’anima…

Amo Vera.

 

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LORENZO LOMBARDI VEGANO E PRESIDENTE DEI VERDI TOSCANI

“INACCETTABILE ETICAMENTE CHE SI CITI IN GIUDIZIO E SI CONSIDERI “CONCORRENZA” VOLONTARI ANIMALISTI CHE DA ANNI SI ADOPERANO PER L’INFORMAZIONE SUL CRUELTY-FREE”

Come vegano ecologista e politico, ritengo molto grave, e sotto vari profili, che la NRG30 srl, l’azienda di cui Sauro Martella è legale rappresentante, intraprenda un’azione legale contro tre volontari animalisti: Marina Berati, coordinatrice del network animalista AgireOra, autrice di libri sulla scelta vegan e relatrice in conferenze e corsi sullo stesso argomento; Andrea Sozzi, ideatore, realizzatore e gestore del più frequentato sito di community vegan, VeganHome; e Ariella Martino, nota blogger nel settore del lifestyle e della moda vegan.

Premetto, non ritengo che “scopo di lucro” sia una parola da demonizzare, ce ne fossero aziende che fanno sana economia nel rispetto di ogni forma di vita, seguendo un modello etico e vegano.

Anzi questo è il modello di impresa che da anni promuovo a titolo personale e come Presidente dei Verdi Toscani nonchè come consigliere comunale, un modello di impresa attento ai diritti degli uomini, degli animali e dell’ambiente.

Ma affinchè questo succeda, cosa essenziale è che il profilo etico sia rispettato rigorosamente, altrimenti si ha un comportamento sgradevole, ovvero si ingannano le persone che realmente seguono un modello etico rispettoso della vita di ogni essere vivente, per il proprio business personale. Ciò è inaccettabile.

Senza dubbio Marina, Andrea, e Ariella, che da anni si impegnano per la diffusione dello stile di vita vegan, non hanno interessi economici alle spalle, e la loro opera costante di diffusione dello stile di vita vegan nonchè di denuncia di ciò che non lo è , è meritoria e molto importante. Attaccarli danneggia in primo luogo i diritti degli animali.

Nessuno è perfetto, e tutti si può sbagliare e migliorare, ma se arrivano delle critiche, evidentemente fondate perchè basate su affermazioni che tutti possano leggere in siti pubblici e con affermazioni che nulla hanno da condividere con lo stile vegan, da persone peraltro che lo fanno per puro volontariato, rispondere con una citazione in giudizio è come ammettere che l’unico interesse della NRG 30 è fare business. Evidentemente ad ogni costo, cosa che di etico non ha decisamente niente.

E comprendendo nella parola etica anche il rispetto dei diritti dei lavoratori ritengo inaccettabile che si chieda di lavorare gratuitamente a dei volontari per delle manifestazioni che non sono di beneficenza o di raccolta fondi per animali, ma sono vere e proprie attività commerciali. Sarebbe come se a un biologo vegano venisse chiesto di lavorare per una azienda che produce cibo vegan e biologico, però gratuitamente!

Peraltro con un profilo molto dubbio anche dal punto di vista del diritto del lavoro.

D’altra parte, anche dall’atto di citazione si evince chiaramente come Sauro Martella consideri alcuni dei volontari animalisti più attivi come “concorrenza”, anzichè essere felice della diffusione di gruppi vegani attivi.

A Marina, Andrea ed Ariella, va la mia personale solidarietà e chiaramente quella dei Verdi della Toscana che mi onoro di rappresentare. Attività come le loro devono essere difese e non attaccate.

Lorenzo Lombardi

Presidente dei Verdi della Toscana

Consigliere Comunale dei Verdi di Pistoia
Presidente della Commissione Ambiente

http://www.facebook.com/notes/amexis-metalveg/lorenzo-lombardi-vegano-e-presidente-dei-verdi-toscani-inaccettabile-eticamente-/10150268410221854

 

http://www.lorenzolombardi.com/blog/

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E’ con immensa gioia che vi presento la mia prima (dai la seconda) veg ricotta!!!

 

E’ più facile a farsi che a dirsi:

1 litro di latte di soia senza addizionati

3 cucchiai di aceto di mele

un cucchiaio raso di sale

un bicchiere d’acqua

mandorle (una manciata)

una fascella di quelle, appunto, per la ricotta

Mettere il latte in una pentola. Prima che inizi a bollire unire l’acqua e l’aceto precedentemente fatti riscaldare più il cucchiaio di sale. Spegnere il fuoco, mettere il coperchio e lasciare riposare (e cagliare) per almeno un’ora. Mentre aspettate tagliate grossolanamente le mandorle.

Dopo con una schiumarola o un colino a maglia stretta raccogliere dalla pentola i fiocchi e metterli nella fascella assieme alle mandorle precedentemente tagliate. Attendete che butti via l’acqua, lasciate raffreddare e mettete in frigo. Io la lascio 24 ore circa.

 

Perdonate le foto…ma non sono molto brava…in compenso le mie abilità in cucina aumentano.

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In occasione della veglia per le vittime dell’omofobia sono stata intervistata da una giornalista in erba…davanti ad un caffè…tra uno scoppio di riso e un momento serio. Visto che poi il pezzo non è stato pubblicato dalla sua testata, le ho chiesto se potevo pubblicarlo qui, perchè merita…perchè tra le parole è riuscita a cogliere quel qualcosa che non avevo osato verbalizzare. Ma lasciamo parlare lei:

“Sono stata quindici anni della mia vita in silenzio. Vorrei che nessuno dovesse rivivere quello che ho vissuto io”. Giulia (nome difantasia ndr) pronuncia questa frase dopo aver raccontato la sua storia, scandita da quelle risa che nel tempo è riuscita a coltivarecon le sue lacrime. Nel paese dove è nata e cresciuta,  Giulia dice di essere “un attore in un teatro”. “I miei amici sono tutti cattolici, come me, ma alcuni oserei dire fondamentalisti, del tipo: ‘La chiesa non sbaglia, ma anchese sbagliasse dovremmocomunque crederle'”. Giulia racconta di aver sempre saputo di essere lesbica, ma che ha provato a fidanzarsi con qualche ragazzo. Da una di queste storie nacque anche una bella amicizia: “Avevamo la scusa – spiega Giulia – che essendo credenti non avremmo voluto fare sesso prima del matrimonio, e andava benissimo a entrambi. Poi ci siamo lasciati e in seguito abbiamo capito il motivo. Anche lui era omosessuale. Quando usciamo facciamo finta di fare battute, io sugli uomini, lui sulle donne, poi arriviamo a casa e facciamo l’inverso: io parlo delle ragazze e lui dei ragazzi. Passiamo le serate assieme, vado a trovarlo quando ha casa libera”. Poi aggiunge sorridendo:

“Credo che mio padre sia convinto che io stia con lui”.

Una decina di anni fa, Giulia si innamorò di una carissima amica: “Decisi poi di allontanarmi da lei dopo che un sacerdote mi disse che quello era ‘il volere di Dio’. All’inizio ero forte di questa cosa, ma poi mi mancava”. Così Giulia convinta che l’unico modo per essere cattolica fosse quello di rimanere casta, decise di prendere l’unica via possibile: “Entrai in un convento di suore salesiane. Ma proprio il primo giorno vidi una ragazza, ospitata laggiù perché stava vivendo una situazione difficile. Bastò un’occhiata e persi completamente la testa”. Giulia adesso ci scherza su: “Sono stata sette mesi della mia vita davanti al tabernacolo pregando: ‘E no….anche questa non me la dovevi fare!’”.

La storia con questa ragazza è durata tre anni, nella convinzione che sarebbe passato tutto, che poi avrebbero trovato un ragazzo bello, simpatico e intelligente. Ma per Giulia non fu così: “Io ero disperata. Ero convinta di non essere una brava ragazza, di vivere nel peccato. Ho fatto tre cicli di psicoterapia prima di capire che il problema non era mio, perché io sapevo chi ero. Il problema era di chi non mi accettava, chiesa compresa. In quel momento ho stretto la mano alla psicologa e ho smesso di farmi problemi”.

Nel suo paese circolano solo voci sulla sua sessualità, nessuno però mai ha chiestonulla. Da quando è riuscita a parlarne solo con suo fratello e sua sorella, i rapporti con loro sono molto migliorati, si sente se stessa con loro. Giulia sa che quando riuscirà a parlare con i suoi genitori, allora affrontare dieci, cento, mille persone, non avrà importanza.

C’era anche lei a Palermo qualche sera fa, a pregare per le vittime dell’omofobia, e tornerà per il pride. Un momento che per lei non è un’ostentazione, ma una necessità: “Il giorno in cui gay ed eterosessuali avranno pari diritti – spiega – , del pride non ci sarà più bisogno”. Martina Miliani.

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