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Archive for luglio 2011

Ebbene si, sono nuovamente qui. A volte penso che dovrei scrivere di più…magari un pezzo al giorno, ma perdonatemi: senza ispirazione non riesco. Io scrivo di pancia, lascio scorrere le dita sulla tastiera come un musicista sul suo pianoforte. Scrivo solo se ho forti emozioni che non riesco più a tenere dentro, che straripano e non mi fanno respirare.

Oggi è uno di quei giorni.

Da dove comincio? …vediamo vediamo vediamo…ecco comincio da qui:

Da un po’ di tempo sento che qualcosa nella mia vita non funziona. Cosa? I rapporti sociali. Ho notato (o meglio ho aperto gli occhi) che i miei ‘cari amici’ in realtà non sono tali. Nell’ultimo anno ho perso tanta gente per strada. Troppa. Qualcuno si è allontanato appena saputo che, se mi innamoro, mi innamoro di un cuore di donna. Qualche altro è così preso da se stesso che non mi cerca se non quando ha bisogno di qualcosa. Non vi nascondo la mia amarezza, il mio dolore. Confesso: mi sono sentita molto sola…e a poco son servite le parole della mia Vera per tirarmi su…

Tristissima fino a questa mattina. Si, oggi sono uscita con una di quelle amiche di vecchia data, quelle con cui si è vissuto un pezzo di semplice adolescenza. Non si usciva insieme dal 2006! Siamo andate al bar e poi a fare una passeggiata. Le ho raccontato di me, di Vera, della nostra vita, dei miei sogni, delle mie speranze. Lei mi ha detto che mi vuole bene, che importa questo e che FINALMENTE mi vede felice.

…e ti rendi conto che l’amicizia è un fiore così raro…

Ma andiamo ancora avanti. Oggi ho fatto la caponata con la mia nonna. Prima abbiamo dovuto stabilire chi era lo chef e chi l’aiuto (ha vinto lei uff) e poi con i nostri grembiuli abbiamo iniziato a lavorare. Purtroppo ho dimenticato di portare la macchina fotografica per fotografare i passaggi, ma PROMETTO che la prossima volta fotografo tutto. Siamo state ai fornelli dalle 14 alle 18…ma che divertimento!

Abbiamo preparato circa 15 barattoli da 250 gr.+ altri 6-7 più grandi. E alla fine…alla faccia della dieta…ho fatto una mega scarpetta con del pane fresco direttamente dalla pentola. Non sarà fine ma è molto godurioso di certo.

Mentre spadellavamo mi sentivo felice e tanto fiera…e poi le ho chiesto se mi insegna a fare la pasta. Lei mi ha detto: ‘in questi giorni la facciamo’ (si ok…le foto). Sono felice di poter condividere tempi e spazi con i miei nonni…sono un patrimonio inesauribile.

Alla prossima.

Ps: I barattoli della caponata sono ‘ a letto a riposare’ per qualche giorno. Appena li scopro li fotografo.

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Essendo una appassionata di blog, talvolta mi imbatto in blog strani, o buffi, o noiosi. Un giorno mi sono imbattuta nel suo e ho riso da morire leggendo un suo post. Da allora la seguo con piacere. La mia amiconza Marta l’altro giorno l’ha intervistata…ma come chi???? Lei!!!! Chiara la scura!!!!

Ecco qua l’intervista:

http://provetecnichedisogni.blogspot.com/2011/07/fashion-moda-e-blog-intervista.html

Vi invito a leggerla..a leggere il suo blog e a sostenere il suo progetto…anche con due euro…dai ragà!! Per una volta che qualcuno fa qualcosa di carino…quanto meno sosteniamolo!!!

 

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Cedere il posto in treno ad una mamma con bambini, non è solo un atto di gentilezza. E’ qualcosa di più. Ci sono in gioco l’empatia, la gratuità, la semplicità, la voglia di uscire dall’anonimato, di intessere rapporti sani.

Fare spazio sulla panchina in stazione per far sedere un vecchietto e mettersi a chiacchierare con lui, non è semplicemente un atto di gentilezza o campassione. E nulla   c’entra con il farsi i fatti suoi. E’ certamente qualcosa di più. C’è la voglia di affermare con decisione ch non siamo soli. C’è voglia di donare speranza anche a chi ha quasi finito la sua corsa su questo splendido pazzo mondo.

Bisogna credere che le cose possono cambiare. Bisogna uscire dalle logiche silenziose del ‘farsi i fatti propri’ nel senso negativo del termine. Bisogna riscoprire la bellezza del tessere rapporti, bisogna riscoprire una linguaccia fatta ad un bimbo nella macchina di fianco alla nostra.

Bisogna che noi facciamo un atto eroico. Dobbiamo metterci in gioco. Se non ci crediamo noi, nessuno lo farà per noi. Buona indignazione. Buona rivoluzione. Buona vita.

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Ricordate  cosa mi è successo ieri? Stamattina mi sono messa al pc e ho scritto alla sede centrale dell’ente di formazione professionale, spiegando per filo e per segno quello che è successo, dicendo tra l’altro che mi sono sentita offesa da un tale comportamento ( anche perchè, questa ieri mi è sfuggita, ci ha chiesto: ‘avete mai avuto contatti con il centro per l’impiego? sapete cos’è?’ CAPRA CHE NON SEI ALTRO…OVVIAMENTE SI…visto che per poterci iscrivere al corso di formazione professionale abbiamo avuto bisogno della dichiarazione di disponibilità al lavoro!).

Dopo averla mandata mi sono detta: ‘Io ho fatto la mia parte anche se in sede se ne infischieranno’.

Nel pomeriggio, su fb, mi contatta il segretario della mia sede e mi dice: ‘ Ho saputo della tua email. Mi hanno chiamato dalla sede centrale…e anche lui (il dottorino ndr) è stato contattato e richiamato’.

Avere questa notizia mi ha dato una certa carica. Mio padre dice che sono una rompiscatole. Io penso di essere solo una persona onesta e civile che si è ampiamente rotta le scatole di subire ingiustizie.

Dovremmo indignarci tutti. Dovremmo davvero dire BASTA. Lo dico soprattutto ai giovani ma non solo a loro. Vogliono toglierci tutto anche e soprattutto la speranza. Non permettiamolo!

Noi dobbiamo credere che un futuro migliore è possibile, ma solo se parte da noi. Siamo il futuro. Siamo noi il cambiamento. E tutto cambierà nel momento in cui ci indigneremo e diremo basta al compromesso e alle ingiustizie piccole e grandi.

A tutti voi…BUONA INDIGNAZIONE.

diciamo basta…scendiamo nelle piazze, scriviamo, denunciamo…e soprattutto….viviamo onestamente

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…qualcuno di voi avrà subito pensato male…siete proprio terribili. Io invece vi voglio raccontare una cosa bellissima che sto vivendo: il Baratto.

Si, tutti sapete cos’è il baratto, ne sono certa, ma in quanti avete provato a barattare davvero?

Da tempo tenevo sott’occhio il sito ZeroRelativo e da qualche giorno, forse qualche settiman,a ci sto dentro anche io. Ho inserito in vetrina i miei oggetti (e tanti ne metterò) e sbircio le vetrine altrui in cerca di cose utili, perchè di inutili ne ho fin troppe!

L’idea di fondo, la mia e non solo la mia, è quella di dar nuova vita ad oggetti che magari noi lasciamo rilegati in cassetto, in una soffitta. Io vivo il baratto così: io ti do una cosa che ho, in cambio di una cosa che tu hai. Non mi piace dover andare a comprare qualcosa da scambiare…come a volte accade, altrimenti non ha proprio senso.

Fino ad ora ho scambiato poco, ricevendo però cose per me utilissime: un cd con ninne nanne, pasta, una bilancia pesa persona, delle fascelle per fare la ricotta vegan…tutto questo a costo zero, perchè ho ‘sfruttato’ degli amici viaggiatori per lo scambio.

Ma il bello deve ancora venire. Io sono una testa pensante, fin troppo. Mi sono detta: perchè non scambiare le mie prestazioni lavorative in cambio di qualcosa?

Ebbene: ho scambiato delle ore di lavoro domestico con un’automobile in prestito per una settimana. Entrambe le parti abbiamo fatto un affare: io perchè essendo professionalmente inoccupata non ho tolto tempo a nulla. Lei perchè aveva proprio bisogno di una mano e così non deve sborsare per una collaboratrice. Inoltre in questo periodo la macchina a lei non serve.

Sono o non sono geniale?

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Ora Dico Basta!

Essendo in questo periodo ‘professionalmente inoccupata’ (come suggerisce ErbaViola), ho pensato di iscrivermi ad un corso di formazione professionale finanziato dalla regione. NON L’AVESSI MAI FATTO.

Ingresso alle ore 8. Bene. Si può fare.

Arrivo, arriviamo. Il professore arriva alle 9.30 con gli occhi ‘appiccicati dal sonno’. Si siede, fa l’appello e poi dice: ‘ ma che corso è questo? di che parla?’. Io dico: ‘ok, dove sono le telecamere..siamo di certo su scherzi a parte’. Lui ribadisce la sua stupidità: ‘ non so il programma, ora vado su internet e scarico qualcosa’.

COSA???????????????????

Torna intorno alle 10.40 e dice: ‘Scrivete: come cercare lavoro’. Ho sentito una profonda rabbia montarmi dentro. Mi sono sentita presa in giro. Questo idiota doveva, a senso suo, spiegarci cos’è un’agenzia interinale ma non aveva idea del fatto che in zona non ci siano. Voleva spiegarci il Cv non sapendo che oggi non è possibile presentare un pezzo di carta chiamandolo CV.

Con tutta la buona volontà, ma io non riesco a lavorare in questo modo, con persone incompetenti. Ma come diceva il buon Corrado: ‘ …e non finisce qui’.

Infatti una ragazza lamentava che è difficile trovare lavoro e che la famosa raccomandazione è sempre di moda. Lui ha detto: ‘ Si, è vero…ma non c’è niente di male…in fondo è una persona che ti presenta’. Io ribadisco che dovrebbero bastare le referenze.

Girando  e rigirando sul discorso lavoro infine la perla delle perle: ‘ …eh ragazze, che volete farci…o una si trova una raccomandazione o va via dal paese, al nord oppure aprite un’attività voi…fatevi prestare i soldi da mamma e papà’.

E’ una vergogna. Qui imiterei volentieri Vittorio Sgarbi quando dice : VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA …CAPRA CAPRA CAPRA CAPRA CAPRA CAPRA CAPRA CAPRA CAPRA.

Con fare da simpaticone mi ha detto: ‘ Quale sarebbe la soluzione?’

Io rispondo che dovremmo iniziare a dire BASTA. Oggi dirò basta io, domani un’altra e poi un’altra e poi un’altra…Mi ha guardato in faccia con lo sguardo: ‘ illusa’.

E la rabbia monta ancora. Non si trova lavoro, quando si trova è in nero. Se io dovessi pensare solo al presente, al mio presente e non avessi senso civico mi potrebbe star bene. Ma un lavoro vero, non in nero, è un diritto di ogni cittadino. Io ho diritto alla costruzione di un futuro dignitoso. Non pretendo grandi cose. Pretendo una remunerazione dignitosa che mi permetta, assieme alla remunerazione della mia compagna, di vivere in una casettina insieme (cosa che oggi non possiamo fare).

Ieri una cretina mi ha detto: ‘ Ma cosa pretendete voi giovani..volete essere pagati sin da subito, invece dovete fare gavetta, perchè il vostro lavoro non vale nulla. Anzi dovete ringraziare le persone che vi danno 200 euro al mese e vi fanno lavorare (200euro al mese per lavorare tutto il giorno ndr). Avete pretese assurde’.

Io mi sono detta che di assurdo c’è la sua presenza nel mondo e nulla più.

E la rabbia sale ancora.

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Mi piace di te…quel forte senso civico che hai…e che ti fa arrabbiare quando qualcosa ‘non funziona’

e Mi piace di te…quando fai sogni grandi…forse più grandi di te, di me, di noi.

Potrei anche dirti che…Mi piace di te…quando mi chiami amore…e ti rimane strozzato in gola.

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