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Archive for settembre 2009

“Paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare,
paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera.”

che sempre l’ ignoranza fa paura… ed il silenzio è uguale a morte”

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Ancora tanta gente è convinta che i vegan ( ma anche i vegetariani) siano persone modaiole, snob, benestanti e nulla facenti. Niente di più sbagliato ( o meglio ci sono…ma non sono la maggioranza). Chi ha fatto la scelta di andare controcorrente e nn nutrirsi di animali è caratterizzato da forte motivazione volontà…tanta volontà. Ma non sto qui a far discorsi teorici, quel che desidero oggi è portare un tocco di concretenza!

All’inizio anche io mi chiedevo cosa mangiassero i veg, poi piano piano…mi si è spalancato un mondo dinanzi ai miei occhi.

Qualcuno obietta che i piatti veg siano di difficile preparazione. SBAGLIATO. O meglio, ci sono i piatti elaborati ( ma questi li troviamo anche nella dieta onnivora), ma li facciamo quando possiamo. E’ vero, il seitan e il tofu costano, ma non sono la base della nostra alimentazione. Io, per esempio, in quasi nove mesi di alimentazione veg, ho mangiato il seitan solo due volte.

La nostra alimentazione è costituita da frutta fresca o secca, verdure, cereali, semi. Per avere un’alimentazione varia, sana e colorata, basta seguire i ritmi delle stagioni!

E’ vero, la preparazione dei legumi e dei cereali in chicco ‘prende tempo’ ma io ho risolto cosi: preparo dei pentoloni di legumi nei giorni in cui sono più libera, poi li divido in porzioni e li metto in freezer. I cereali, basta metterli in ammollo la sera per il giorno dopo. Certo, arrivare e schaffare una spinacina in padella è molto più semplice e veloce, ma credo sia anche importante ‘educarsi’ e non farsi travolgere dai quattro salti in padella. Il nostro palato ha bisogno di riscoprire i sapori che oggi sono camuffati dietro ai sapori artificiali.

I costi? Facciamo un esempio: mezzo chilo di carne costa sulle 5 euro e sono circa 4 fettine. Mezzo chilo di fagioli azuki biologici costano meno di due euro. Una porzione equivale a 60 gr. in totale 8 porzioni. con meno di due euro avrete quindi 8 porzioni. Frutta e verdura? Lo sappiamo, comprare Bio non è sempre facile, ma esistono i mercati rionali. Si compra bene e si spende relativamente poco. La forza dei vegan non sono i soldi o il tempo, ma la forte motivazione.

 

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La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l’ ho imparata all’asilo.

La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell’infanzia.

Queste sono le cose che ho appreso:

  • Dividere tutto con gli altri.
  • Giocare correttamente.
  • Non fare male alla gente.
  • Rimettere le cose al posto.
  • Sistemare il disordine.
  • Non prendere ciò che non è mio.
  • Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
  • Lavarmi le mani prima di mangiare.
  • I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
  • Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po’ e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
  • Fare un riposino ogni pomeriggio.
  • Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.
  • Essere consapevole del meraviglioso.
  • Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così.
  • I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure.
  • Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte: GUARDARE.

Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole auree, l’amore, l’igiene alimentare, l’ecologia, la politica e il vivere assennatamente.

Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.

Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l’intera umanità, prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l’hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.

Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

(Quaderni Cannibali) Agosto 2009autore: Robert Fulghum

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L’alfabeto dell’educatore

A = appuntamenti. É Dio che li fissa con i ragazzi, noi siamo i suoi segretari. Li incontrerà quando Lui deciderà, a noi creare il luogo ed il clima ove questo avviene.
B = bravo. Stai attento a non accreditare te stesso screditando gli altri. Non è dal numero di complimenti che ricevi che ti valuto ma da quelli che ricevono i tuoi ragazzi e coloro che collaborano con te.
C = chiamata. Se il Signore ti ha chiamato ad educare è segno che non ti manca nulla per poterlo fare in chi sei od in chi puoi diventare. Farai bene e ti farà bene.
D = domande. Stimola ad avere le domande fondamentali della vita più che avere sempre delle risposte in tasca .
E = e. É la vocale dell’educatore. E ossia con, insieme.
F = fede. Il Signore ti chiede d’essere credibile prima di dichiararti credente. Cercando te i giovani cercano Cristo, se tu li deludi saranno delusi di Lui!
G = gelosia. La gelosia è la sorella dell’amore, come il diavolo quello degli angeli. Vuoi sapere se il tuo amore è bello e degno? Guarda se ti solleva al di sopra di te stesso.
I = insidia. Una delle tante insidie dell’infanzia è che non è necessario capire per soffrire. Rispetta ed ama chi ti è affidato anche e soprattutto quando pensi che lui non capisca che il tuo sguardo ed il tuo cuore sono rivolti altrove.
L = loro. I ragazzi ti guardano. Si è buoni educatori quando i ragazzi non vedono l’ora di essere come te per trasmettere ad altri quanto hanno ricevuto.
M = mute. Sono le domande che i ragazzi più difficili fanno senza parlare. Chiediti sempre quali domande mute ci sono dietro quelle urlate.
N = no. Nessuno è arrivato, si diventa. L’educatore è un ragazzo non rassegnato, un perenne “analfabeta” che non si stanca di cercare ed imparare.
O = orizzonte. Dilata quelli ristretti, rendi reali quelli immaginari, sostieni quelli che dicono “non ce la faccio”, insegna il valore di ogni atto e decisione, soprattutto quelli che sono per sempre.
P = parte. Ne esiste soltanto una: quella di Dio. Sii sempre dalla sua e di capire sempre da che parte sta prima di schierarti.
Q = qui. Esserci è la base di tutto: quando non se ne ha voglia, quando non si è capaci, quando ci si sente inadeguati. Ci saranno così anche loro proprio in queste situazione in cui avranno più bisogno di te!

R = recinto. Le persone muoiono se vengono recintate nei loro difetti, errori e fallimenti ed è un modo vile per difendersi da loro e non sporcarsi le mani.
S= stile. Non deve venire da altri contesti – scuola, caserma, spogliatoio – ma dal vangelo. I ragazzi ed i bambini ci sono affidati perché sul campanile c’è una croce, che i genitori lo abbiano chiaro in mente oppure no.
T = tutto. Non scegliere, dona tutto, trasmetti tutto anche ciò che non capisci ma che la Chiesa ti ha affidato da donare.
U = unità. Se uno ha in mente l’unità non si presenta all’altro come dominatore, ma come uno che è disposto a cedere, perché se non si cede è impossibile l’unità. Per amare bisogna essere uno nel molteplice. Dio può volere delle separazioni ma non vuole mai delle divisioni.
V = vocazione. É il Signore che ha chiamato questi ragazzi e questi bambini e quindi essi non ti appartengono, non sono tuoi: devi desiderare e cercare solo il loro bene.
Z = zitto/a. Attento/a a non pronunciare parole vuote a cui, per orgoglio, comincerai a credere anche tu sino a farle credere anche agli altri come vere.

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