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Archive for luglio 2009

Da tempo avevo in cuore di donare il sangue. L’ho sempre visto come un gesto di civiltà oltre che di carità. Qualche mese fa mi sono decisa e sono andata in ospedale. Dopo il prelievo di rito, avendo saputo che ho una spondilite anchilosante, mi è stato detto che non posso donare.

Questa cosa mi ha dato un grande dolore. Era per me un gesto importante, concreto.  Mi sono però subito chiesta cosa di concreto potevo fare per questa causa. La risposta è arrivata presto: Parlare della donazione del sangue. Far conoscere questa opportunità. Ricordare che si può esser d’aiuto a molti.

Ecco perchè questa sera scrivo su questo blog. Avete mai pensato di donare il sangue? Cosa vi frena? Perchè non pensarci seriamente? In fondo per esempio per le donne è un impegno di due, tre volte l’anno e per l’uomo qualche volta in più.

Di seguito giro qualche indirizzo utile:

http://www.avis.it/

http://www.cri.it/

http://www.fidas.it/

Chi può donare non perda tempo! E’ un dovere sociale! E’ un atto d’amore! Non costa nulla e può cambiare la vita a chi lo riceve.

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Reduce da un campo scout sono amareggiata per il troppo spreco in cucina. Credo si sia smarrito il senso di sobrietà e non si abituano i bambini al rispetto del cibo e soprattutto non si aiutano a frenare l’ingordigia.

Come puoi preparare un chilo di pasta per sei bambine e due adulte più cotoletta, insalata, pane e frutta? Non è un tantino troppa la pasta? Ovviamente quasi tutta la pasta è finita nella spazzatura alla faccia della fame nel mondo. E’ necessario anche un secondo piatto? Non bastavano un buon primo e l’insalata?

Quanto latte sprecato la mattina a colazione! Quante volte ho sentito dire: ” ne voglio ancora” per poi essere lasciato nel bicchiere. Tutto questo mi fa rabbia!!

Io sono per la programmazione giornaliera:

– 1 bicchiere di latte e un tot di biscotti  spesa

– 1 tot di pasta e un tot di insalata

– 1 tot di proteine e un tot di insalata

Ovviamente qui sto tralasciando volutamente il fatto che questi bambini abbiano consumato proteine animali 6 volte al giorno. Mi fermo allo spreco.

Mi chiedo come sia possibile perdere il controllo! Ogni pezzo di pane, ogni grammo di pasta che viene buttato è un affronto a quelle persone che non hanno nulla, ma anche un affronto a chi stenta ad arrivare a fine mese. E poi è un costo immane! Giusto un esempio: il prosciutto cotto è stato pagato a 14 euro e più al kg.

Mi chiedo cosa si possa fare per invertire questa rotta, per arginare questo spreco.

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trascrivo un articolo che credo valga la pena leggere:

Non delizie, ma sofferenza e morte di animali, ecco cosa sono davvero latte e latticini.

Riportiamo la traduzione di un recente articolo di Peter Hamilton dell’associazione canadese Lifeforce, sottolineando che tutto quanto descritto per Canada e Stati Uniti vale pari-pari anche per l’Italia e il resto d’Europa.

Il latte non e’ proprio una delizia

L’industria multimilionaria del latte ci racconta che il latte e i latticini fanno molto bene. Non racconta però la condizione in cui gli animali che vengono utilizzati per produrre il latte vengono allevati e come questo sia associato all’insorgere di rischi per la salute umana.

Uno dei principali obiettivi di questa pubblicità sono i ragazzi in età scolastica, attraverso organizzazioni come la “BC Dairy Foundation”. Questa associazione si dedica a diffondere il consumo di latte nello stato della British Columbia, in Canada. Giochi, gare e programmi “salutistici” sono uno strumento di richiamo per ragazzi e insegnanti.

Si inventano prodotti indirizzati ai bambini e confezioni apposite, che sono molto simili a quelle dei pacchetti di sigarette per ragazzi aromatizzate, proposte dall’industria del tabacco.

La pubblicità declama “Ogni goccia una delizia” utilizzando come mascotte una persona travestita da mucca che si chiama “Daisy”. Promuovono i prodotti del latte come provenienti da animali felici che vivono una vita idilliaca. Al pubblico non si mostrano le disumane condizioni di vita cui l’industria del latte sottopone gli animali: non vengono mostrati gli animali stipati nei camion che li trasportano, non si racconta dei maltrattamenti compiuti durante le aste del “bestiame” e la crudeltà dei macelli.

I vitellini sono sottratti alle loro mamme entro due giorni dalla nascita. Sono spesso tenuti singolarmente in recinti e legati con catene al collo per mesi. Una volta ingrassati, la maggior parte dei maschi sono macellati e le femmine sono trasformate in macchine da latte. Le femmine devono partorire un vitello ogni anno per poter produrre latte. La maggior parte di loro sarà confinata in stalle, in cui potranno stare libere o legate, ma avranno poco o nessun accesso al pascolo.

I vitellini maschi sono mandati all’asta per il macello appena dopo la nascita. Altre tipologie di vitellini “da carne” sono spesso isolati e incatenati per 16 settimane. Il caglio usato nella produzione di formaggio è spesso quello estratto dallo stomaco dei vitelli che provengono dall’industria della “carne bianca di vitello”.

Oggi esistono delle leggi anticrudeltà contro il confinamento e l’incatenamento dei cani, allora come mai l’industria del latte puo’ continuare cosi’?

Ci sono 72.000 mucche da latte solo nello stato della British Columbia. Approssimativamente in Canada nascono un milione di vitelli all’anno. C’è una percentuale del 10% di mortalità entro le 24 ore. Sono genericamente registrate come nascite di vitelli già morti. Tolto questo 10%, rimangono moltissimi animali condannati a vivere una vita d’inferno.

Nessuna altra specie se non quella umana beve latte oltre l’infanzia e nessuna altra specie in natura beve il latte di un’altra specie.

I funzionari del Ministero della salute avvertono delle quattro controindicazioni che derivano dall’uso del latte e dei prodotti del latte. (1) Il latte e i formaggi sono pieni di grasso e colesterolo; (2) sono spesso contaminati da pesticidi, diossina e farmaci; (3) sono connessi all’insorgere di obesità, diabete, malattie cardiache e certe tipologie di cancro, tra cui cancro alla prostata e al seno; (4) possono perfino causare l’osteoporosi – proprio la malattia che l’industria del latte ama usare come punto di forza nella vendita e nelle pubblicità – perché l’eccesso di proteine nei prodotti del latte sottrae calcio dalle ossa.

Il defunto dott. Benjamin Spock, la maggior autorità d’America in campo pediatrico, ha preso una chiara posizione contro l’abitudine di nutrire i bambini con il latte di mucca. Ha affermato che può causare anemia, allergie e diabete insulino-dipendente e sul lungo termine mettere le basi per lo sviluppo di malattie cardiache e obesità.

Una mucca da latte perde ogni giorno sangue dalle sue mammelle e usa globuli bianchi morti del suo sangue (cellule somatiche) per produrre il latte. Queste cellule morte sono anche chiamate “pus”. Quando le mucche sono infette da mastite, le mammelle sanguinando scaricano questo pus, con batteri e sangue, nel latte. Un certo livello di sangue e pus è ammesso nei prodotti del latte. Questo livello in Canada è di 500.000 cellule somatiche per ogni millilitro di latte (NdT: in Europa, 400.000).

Ogni goccia di latte non è perciò così “deliziosa”. Il modo in cui gli animali sono allevati rende i prodotti del latte una fonte di vergogna e non certo di orgoglio. Noi di Lifeforce esortiamo tutti a proteggere noi stessi, gli animali e l’ambiente utilizzando prodotti sani senza latte. Questo include il latte di soia, gelato vegan, formaggi di soia e una varietà di prodotti senza carne e ingredienti animali.

Questi prodotti stanno diventando sempre più convenienti e si trovano sempre più facilmente nei negozi. Adottando uno stile di vita vegan si ottiene una vita più salutare e si riduce notevolmente il numero degli animali che subiscono maltrattamenti dall’industria del latte e della carne.

Allora… scegliete di vivere in maniera sana e senza crudeltà!

Per imparare a diventare vegan in modo facile: www.VegFacile.info

Fonte:
Peter Hamilton,
Every drop of milk is not so delicious, 5 giugno 2009

Copyright: Lifeforce/Peter Hamilton.
Si ringrazia l’autore per aver concesso la traduzione e pubblicazione in italiano.
Traduzione a cura di Simona De Nictolis

Tratto da: www.agireora.org

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ecco la mia cena di qualche sera fa…con sana invidia da parte dei commensali che nel piatto avevano una misera fetta di carne!

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